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Privacy, blog come un giornale

Per la privacy il blog è come un giornale online. E il blogger somiglia a un giornalista. Può diffondere notizie senza il consenso dell’interessato. Ma nei limiti del diritto di cronaca (fatti veri, rilevanza sociale, continenza delle espressioni). È quanto ha stabilito il garante della privacy, salvando un blogger, che ha pubblicato gossip sugli amori e su vicende giudiziarie di una donna, noto personaggio pubblico (provvedimento n. 29 del 27 gennaio 2016, di cui ha dato notizia la newsletter 414 del 27 aprile 2016). L’equiparazione tra blogger e giornalista non riguarda dunque solo le prerogative, ma anche le limitazioni. Il blogger, pertanto, non commette un illecito nel riportare nel proprio blog notizie e commenti, anche senza consenso, ma deve rispettare i diritti, le libertà fondamentali e la dignità della persona di cui scrive.

A stabilire la parificazione è il codice della privacy, che assegna la stessa disciplina sia all’attività del professionista iscritto all’albo sia all’attività svolta da altri come manifestazione del pensiero, anche se non sono giornalisti professionisti o pubblicisti. Il trattamento di dati personali, effettuato mediante la pubblicazione online di informazioni e la successiva conservazione nel blog, non possono ritenersi illeciti, anche alla luce dei principi del Codice deontologico dei giornalisti (allegato al Codice delle privacy). Nel caso specifico ha giocato a favore del blogger il fatto che le informazioni pubblicate erano state già diffuse in parte dalla stessa interessata sul proprio sito internet ed in parte su altri siti contenenti analoghi articoli giornalistici.

Videosorveglianza lunga. Il garante (provvedimento n. 127 del 17 marzo 2016) ha autorizzato un’azienda, impegnata tra l’altro nella protezione di dispositivi destinati a Sim, Pos, credit card, alla conservazione per 45 giorni delle immagini riprese con un sistema di videosorveglianza intelligente, installato per monitorare lo stabilimento produttivo e individuare i responsabili di intrusioni e furti. L’impianto è dotato di una particolare programma in grado di individuare condizioni anomale (come la rilevazione di un uomo a terra) e di telecamere termiche, in grado di registrare forme in movimento. Il garante ha dato il suo benestare all’impianto considerando anche l’ubicazione isolata del sito (classificato come a rischio di incidente rilevante) e le specifiche esigenze del rispetto di elevati standard di sicurezza nazionali ed internazionali. La società in questione ha anche stipulato con i sindacati l’accordo previsto dall’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Il garante ha accolto anche un’altra richiesta di prolungamento dei tempi di conservazione delle immagini, presentata da una società che si occupa di brevetti industriali e sviluppa progetti e realizzazioni ad alta tecnologia principalmente nel settore marino e ha come cliente primario la Marina Militare. La conservazione delle immagini è stata autorizzata fino a 30 giorni (provvedimento 128 del 17 marzo 2016) per ragioni di sicurezza dei prodotti in giacenza presso la ditta e delle speciali esigenze di sicurezza e segretezza.

Profili fake. Con altro provvedimento (n. 56 dell’11 febbraio 2016, richiamato dalla newsletter 414 di ieri, anticipato da ItaliaOggi del 12 aprile 2016) il garante ha stabilito che Facebook dovrà comunicare ad un proprio utente tutti i dati che lo riguardano (informazioni personali, fotografie, post): anche quelli inseriti e condivisi da un falso account, il cosiddetto «fake». Inoltre Facebook dovrà bloccare (non rimuovere) il fake, mantenendolo a disposizione per le indagini giudiziarie.

Antonio Ciccia Messina

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