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Principio di soccombenza con eccezioni circoscritte

La compensazione delle spese di giudizio deve restare un’assoluta eccezione. Il principio per cui «chi perde paga», invocato dal premier Matteo Renzi ancora venerdì nella conferenza stampa successiva all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del “pacchetto giustizia”, è un cardine del processo civile che va semmai rafforzato. e la Corte di cassazione, sentenza n. 18497 della Sesta sezione civile depositata ieri, chiarisce che al principio della soccombenza non fa eccezione neppure il caso in cui la sconfitta in giudizio non deve essere ricondotta a carenza di strategie difensive. E neanche il caso in cui l’interesse concreto realizzato dalla parte vincente è di valore assai basso e comunque inferiore al costo stesso delle attività processuali. La Corte ha così accolto il ricorso presentato da un automobilista che aveva vinto davanti al giudice di pace il giudizio di opposizione a una multa che gli era stata inflitta.
La sentenza, dopo avere ricordato che anche nelle opposizioni a sanzione amministrativa le spese sono regolate dai principi generali del Codice di procedura civile, sottolinea come la possibilità di compensazione delle spese è giustificata solo da gravi ed eccezionali ragioni, che il giudice deve, tra l’altro, espressamente indicare nella motivazione. A fare da contraltare, invece, il principio secondo il quale la soccombenza rappresenta «un’applicazione del principio di causalità, che vuole non esente da onere delle spese la parte che, col suo comportamento antigiuridico (per la trasgressione delle norme di diritto sostanziale) abbia provocato la necessità del processo».
Gli oneri della lite cioè devono essere posti a carico della parte che, con il suo comportamento antigiuridico, l’ha originata. Il fatto poi che questi oneri possano venire aggravati da una circostanza che non deve essere imputata direttamente a deficit difensivi delle parti, non basta da sola a fondare una compensazione delle spese. E neppure, a fare cambiare idea alla Cassazione, vale il fatto che l’importo della multa in questione fosse inferiore a quello delle spese di giudizio.

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