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Primo sì al fondo per le banche

Ok al fondo di 20 mld per il salvataggio di risanamento del settore bancario. L’aula del senato ha infatti bocciato le pregiudiziali di costituzionalità relative al cosiddetto decreto legge salva-risparmio sollevate dal M5S. Il dl 237/2016, lo stesso che prevede lo stanziamento dei 20 miliardi di euro al settore bancario (8,8 dei quali a soccorso dell’istituto senese MPS), continua dunque l’iter di conversione a Palazzo Madama dopo aver superato ieri il primo scoglio con il voto di costituzionalità. Giornata intensa quella di ieri per le banche, con le commissioni di camera e senato che hanno preso parte alla prima delle audizioni in programma di fronte al ministro del tesoro, Pier Carlo Padoan. Oggetto di confronto, la conversione in legge del decreto riguardante «disposizioni urgenti per la tutela del risparmio del settore creditizio», nonché i recenti sviluppi del comparto bancario, relativi al salvataggio di Mps e alle quattro banche risanate tramite procedura di burden sharing nel novembre 2015 (il cosiddetto decreto salva-banche, che ha coinvolto nel dissesto dell’ente i titolari di azioni e obbligazioni subordinate). Come confermato ad ItaliaOggi dal presidente della commissione finanze in senato e relatore del dl 237/2016, Mauro Maria Marino, il calendario istituzionale fissa al prossimo 24 gennaio il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti da parte della VI commissione permanente (finanze e tesoro), con chiusura dei lavori entro il 31 gennaio. La camera ha invece previsto la discussione del testo il prossimo mese, con conclusione dell’iter il 28 febbraio. Le audizioni riprenderanno martedì 17, con l’incontro dei rappresentanti di Banca d’Italia, Abi, Consob, associazioni di consumatori, commissione di vigilanza europea e alcune personalità di rilievo in Mps. L’onorevole Maurizio Bernardo, tenuto conto del richiamo fatto dal ministro Padoan, ha da subito sottolineato la necessità di procedere «senza indugi» in materia di educazione finanziaria, motivo per cui, d’intesa con il presidente Marino, redigerà una sintesi delle proposte e dei disegni di legge affrontati e non conclusi negli ultimi anni, inserendola come emendamento al decreto salva-risparmio. In sede di discussione, Padoan ha spiegato come il testo preveda «forme di compensazione per investitori al dettaglio. Nel caso di Mps, riguardano gli strumenti emessi nel 2008 per 2,2 miliardi di euro». Si tratterebbe «dell’unica emissione per la quale era obbligatoria la pubblicazione del prospetto». Il ministro ha inoltre aggiunto come, nel caso in cui non fosse intervenuto lo stato nel risanamento delle banche in difficoltà, l’unica alternativa possibile sarebbe stata la liquidazione, con «conseguenze gravissime sui risparmiatori, sulle imprese, sui lavoratori e sulla fiducia». A proposito, l’agenzia di rating statunitense, Standard and Poor’s, ha promosso l’idea di un fondo a sostegno del sistema finanziario italiano, riservandosi di commentare come lo stesso potrebbe non essere sufficiente. A completamento del quadro bancario, il via libera da parte dell’assemblea di Unicredit all’aumento di capitale da 13 miliardi di euro; l’avviata fusione tra il banco Popolare e Bpm e infine l’offerta vincolante (a un prezzo simbolico di 1 euro) da parte di Ubi banca alle tre good bank Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti; CariFerrara andrà invece a Bpr.

Gloria Grigolon

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