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Primo faccia a faccia alla Bce tra Draghi e i banchieri europei

Primo confronto fra Mario Draghi e le banche che nei prossimi mesi saranno sottoposte all’esame della Banca centrale europea per fare chiarezza sui loro bilanci e che saranno poi vigilate direttamente dall’istituto di Francoforte.
Ieri all’Eurotower, il presidente della Bce ha ricevuto, insieme ai suoi principali collaboratori, prima per una colazione di lavoro e poi per una sessione di discussione, un primo gruppo di banchieri in rappresentanza dei 128 istituti di credito, i più grandi dell’eurozona, che saranno sottoposti alla verifica approfondita prima che l’istituto di Francoforte assuma la responsabilità primaria della vigilanza.
All’incontro di ieri hanno preso parte i presidenti o gli amministratori delegati delle banche di Germania, Belgio, Cipro, Malta e Lussemburgo. Altre due riunioni, con identico formato, si svolgeranno lunedì 18 e lunedì 25. A quest’ultima sono invitate le 15 banche italiane comprese nella lista della Bce, insieme a quelle di Spagna, Francia, Grecia, Irlanda, Finlandia ed Estonia.
Dopo un’introduzione di Draghi, il vicepresidente Vitor Constancio ha illustrato le grandi linee della verifica che verrà condotta dalla Bce in tre parti: una valutazione generale del rischio, la revisione della qualità dell’attivo e lo stress test. Yves Mersch, che insieme a Constancio ha la responsabilità, all’interno del consiglio esecutivo della Bce, della nuova funzione di vigilanza, che la banca assumerà formalmente nel novembre dell’anno prossimo, ha spiegato come sta procedendo la preparazione dell’istituto a questo nuovo compito. In prima linea su questo fronte, e nell’incontro con i banchieri, il direttore per la stabilità finanziaria, Ignazio Angeloni, espressamente voluto da Draghi nei mesi scorsi in questo incarico.
Nei giorni scorsi, tra l’altro, sono stati pubblicati dalla Bce sul proprio sito gli annunci per la ricerca del personale specializzato. In tutto la banca dovrà assumere circa mille persone, di cui oltre 750 che si occuperanno direttamente di vigilanza, che lavoreranno dall’Eurotwer, mentre l’attuale personale, che continuerà a occuparsi della politica monetaria si sposterà nel corso del 2014 nel nuovo edificio, due torri gemelle in costruzione nella zona est di Francoforte. All’incontro di ieri, come avverrà in quelli successivi, hanno preso parte i rappresentanti delle autorità di vigilanza nazionali dei Paesi interessati, che continueranno anche in futuro a coadiuvare la Bce nei suoi compiti.
Le tre riunioni, spiegano fonti della Bce, servono alla banca a illustrare il programma ai vertici degli istituti di credito (solo una persona per istituto è ammessa agli incontri), ma anche a dar modo ai rappresentanti delle banche di presentare le proprie osservazioni o richiedere chiarimenti prima che si entri nel vivo della verifica. La Bce ha già inviato alle banche i primi formulari, ma molti aspetti devono essere ancora definiti.
La vigilanza unica sotto l’egida della Bce, che ha la responsabilità anche sulle banche più piccole, anche se operativamente il lavoro su queste continuerà a essere svolto a livello nazionale, è il primo elemento dell’unione bancaria e l’unico a essere stato avviato in modo concreto. Sul secondo pilastro, un meccanismo unico di risoluzione delle banche in crisi e un fondo per finanziarne la liquidazione, la discussione è ancora aperta. Nei giorni scorsi, la Banca centrale europea ha pubblicato un suo parere, in appoggio alla creazione di un’autorità centrale, senza revisione dei Trattati. In linea con le tesi della Commissione europea, ma in contrasto con la posizione assunta finora dal Governo tedesco.

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