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Primi passi per il taglio del cuneo

Il primo passo per aggredire il cuneo fiscale (che grava sulle imprese) è la “dote” di 2,150 miliardi nel triennio 2013-2015 destinata alla detassazione dei salari di produttività. Ma l’intervento più robusto, che scatterà però solo dal 2014, riguarda le modifiche alla disciplina delle deduzioni Irap, con l’aumento degli importi delle deduzioni forfettarie per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e per i contribuenti di minori dimensioni (quelli cioè con base imponibile non superiore a 180.999,91 euro, diversi dalla pubblica amministrazione). Mentre è, per ora, poco più di un annuncio, l’istituzione (dal 2013) di un fondo per il credito d’imposta per la ricerca e per la riduzione del cuneo fiscale, alimentato dalle risorse provenienti dal «piano Giavazzi» (visto che i circa 400 milioni attualmente previsti sono già tutti dirottati sulla ricerca e per il taglio del cuneo servirà quindi recuperare risorse aggiuntive).
Una prima reale riduzione della pressione fiscale sulle imprese si potrebbe avere – già da subito – con la detassazione del salario di produttività. Qui però manca ancora l’emanazione del Dpcm (va fatto entro il 15 gennaio) che recepisca le linee guida delle parti sociali. In assenza di tale decreto, è scritto nel Ddl di Stabilità, il Governo, previa comunicazione alle Camere, potrà promuovere un’iniziativa legislativa per destinare questo “bottino” alle politiche per l’incremento della produttività. Ma, ed è una novità introdotta dal Senato, potrà indirizzare i medesimi fondi anche per il «rafforzamento del sistema dei confidi per migliorare l’accesso al credito delle Pmi, e per incrementare il fondo di garanzia sempre per le Pmi».
Il grosso del piano taglio-cuneo previsto nel Ddl Stabilità licenziato ieri dal Senato è però l’intervento sull’Irap Lavoro che determinerà minori imposte totali pari a 709 milioni nel 2014 e 810 dal 2015. Sarà un bicchiere mezzo pieno, per effetto dei limitati fondi a disposizione, ma per le imprese può rappresentare una prima boccata d’ossigeno.
Questa misura, che, come detto, scatterà nel 2014, consiste in un doppio intervento attraverso la modifica dell’articolo 11 del Dlgs 446 del 1997. In primo luogo, si prevede un incremento della deduzione base annua per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato da 4.600 a 7.500 euro e da 9.200 a 15mila euro con riferimento alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Mentre per quanto riguarda le deduzioni speciali per le lavoratrici e per i dipendenti sotto i 35 anni è previsto un innalzamento che va da 10.600 a 13.500 euro e da 15.200 a 21mila euro per le regioni sopra citate. Inoltre, sempre dal 2014, viene ridotta l’Irap per i soggetti base imponibile fino a 181mila euro. In particolare, per effetto delle modifiche apportate al Dlgs 446, gli importi ammessi in deduzione sono: 8mila euro se la base imponibile non supera 180.759,91 euro, 6mila se supera tale soglia ma non 180.839,91 euro; 4mila se non si supera 180.919,91 euro; e 2mila se si supera questa soglia, ma non 180.999,91 euro.
Le stesse disposizioni poi, ma sempre dal 2014, aumentano le deduzioni applicabili in favore delle società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle ad esse equiparate e per le persone fisiche e le società semplici e quelle ad esse equiparate. L’incremento sarà rispettivamente di 2.500, di 1.875, di 1.250 e di ulteriori 625 euro.
Del resto, un intervento sul cuneo è quanto mai auspicabile (e urgente). Basti riportare un dato, reso noto dall’Abi mercoledì. Fatta 100 la retribuzione lorda di un cassiere, il costo del lavoro è di 146,1. Ma 75,7 è la retribuzione netta e ben 70,4 il “peso” del cuneo.

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