Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Prime aperture della Germania all’ipotesi di uno scudo per i titoli

BRUXELLES — Francia, Italia e Spagna hanno iniziato il pressing finale sulla Germania per convincerla ad assumere un atteggiamento più europeista nelle azioni anticrisi comuni da decidere nel Consiglio dei capi di Stato e di governo in programma domani e venerdì a Bruxelles. Il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, ha invitato a sorpresa a Parigi a un mini-vertice i colleghi di Italia e Spagna, Vittorio Grilli e Luis de Guindos, proprio per confrontarsi con il responsabile delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, alla presenza del vicepresidente della Commissione europea, il finlandese Olli Rehn.
Fonti diplomatiche hanno considerato molto importante questo incontro tra i rappresentanti delle quattro principali economie dell’eurozona, che è rimasto informale e sostanzialmente riservato. Moscovici, contando sull’appoggio di Grilli e di de Guindos, ha fatto capire a Schäuble la linea francese, che oggi il presidente François Hollande intende discutere con la cancelliera Angela Merkel nel loro incontro bilaterale pre-vertice.
A Parigi sarebbero state esaminate soprattutto le misure anticrisi con maggiori possibilità di essere approvate nella due giorni del summit dei capi di governo. Francia, Italia e Spagna puntano su interventi comuni per il rilancio della crescita e dell’occupazione. Gradirebbero la condivisione del debito pubblico attraverso l’emissione di eurobond o con un fondo europeo dove far confluire le quote superiori al 60% del Pil. Propongono per le banche europee supervisione unica e garanzie sui depositi centralizzate. In più sollecitano un più ampio uso del fondo salva Stati per aiutare i Paesi con maxi-debiti sotto attacco della speculazione (e le banche in difficoltà). Ma la Germania non vuole ulteriori esborsi per sostenere gli Stati dell’eurozona con tassi in salita sui loro titoli pubblici. Finlandia e Olanda condividono. In alcune banche centrali temono che gli acquisti di titoli di Stato sui mercati potrebbero finire per aumentare i guadagni degli speculatori. Aperture sul fondo salva Stati anti-spread sarebbero arrivate da Berlino in cambio di un patto politico (political compact) integrativo del già varato fiscal compact sui bilanci. Questo nuovo accordo di fatto consentirebbe alla Merkel di «commissariare», tramite Bruxelles, i governi con i conti pubblici fuori controllo.
Tra le misure comuni per la crescita appare destinato a sbloccarsi l’aumento di capitale della banca comunitaria Bei per fornire più prestiti alle imprese. Al posto degli eurobond per stabilizzare l’euro, dovrebbero decollare i project bond per il finanziamento di infrastrutture. Schäuble ha mostrato attenzione alle proposte a sostegno del settore bancario perché presenta serie criticità anche in Germania. La Merkel si oppone a impegnare fondi tedeschi per garantire i depositi in altri Paesi dell’eurozona. Ma potrebbe condividere misure in grado di evitare gli automatici e forti contraccolpi a banche tedesche in caso di contagio finanziario esteso a Spagna e Italia.
Il presidente della Commissione europea, il portoghese José Manuel Barroso, ha spiegato che un’iniziativa comune è necessaria per spezzare «il circolo vizioso» innescato dai salvataggi delle banche fatti con i soldi dei contribuenti, che «rendono i Paesi più deboli, mentre le banche sempre più a rischio smettono di prestare alle imprese, facendo rallentare le economie e il settore bancario, cosa che indebolisce ulteriormente i Paesi».
Un punto di sintonia franco-tedesca è la tassa sulle transazioni finanziarie per far pagare al settore bancario-finanziario una parte dei costi della crisi. Hollande e Merkel accetterebbero di far partire questa derivazione della famosa Tobin tax inizialmente nel gruppo di Paesi membri già favorevoli (una decina). Oggi dovrebbe essere convocato un Eurogruppo dei 17 ministri finanziari in teleconferenza per consentire passi in avanti sui salvataggi delle banche spagnole e di Cipro, il quinto Paese a chiedere aiuto all’Europa. L’opposizione francese alla candidatura di Schäuble al vertice dell’Eurogruppo sta facendo risalire le quotazioni di una proroga del numero uno uscente, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa