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Prezzi quasi fermi, giù gli alimentari

A due passi dallo stallo: i prezzi al consumo di giugno, stima l’Istat, sono aumentata dello 0,3 per cento appena rispetto ad allo stesso mese dell’anno scorso. Una quota inferiore alla inflazione media dell’Eurozona (0,5) che ci riporta indietro al 2009 e che preoccupa soprattutto per la composizione del dato.

Trasporti e scuola a parte, infatti, sono diverse le voci del paniere già precedute dal segno meno: rispetto ad un anno fa i prezzi dei servizi di comunicazione sono diminuiti dell’8,6 per cento, quello degli alimentari e delle bevande dello 0,6. La verdura, segnala Coldiretti, ha visto scendere i listini a picco (meno 12,1 per cento) e la tendenza alla flessione si sta allargando anche ai servizi sanitari (meno 0,1 per cento fra maggio e giugno).
Il pericolo deflazione – la spirale negativa fra bassi prezzi e bassa domanda – resta dietro l’angolo: lo ammette l’Istat («non emergono segni di allontanamento dal rischio» scrive) e lo rilevano a gran voce sindacati e commercianti. La categoria è già sul piede di guerra per l’obbligo scattato oggi di munirsi di Pos e di accettare il pagamento via card per importi dai 30 euro in su (anche se il decreto che lo introduce non prevede sanzioni). I dati sull’inflazione hanno peggiorato il malumore: Confcommercio chiede interventi fiscali per rilanciare i consumi, Confesercenti parla di «pericolo fatale», Federdistribuzione fa notare come le vendite dei primi quattro mesi dell’anno siano ancora in calo.
La letture dei dati Istat non è confortante, tanto più che l’istituto di statistica segnala anche i rischi di un risultato negativo sul Pil del secondo trimestre dell’anno. Le previsioni congiunturali fanno ricadere il dato fra il meno 0,1 e il più 0,3 per cento, la seconda parte dell’anno potrebbe non andare meglio. «La variazione nella media del 2014 – conclude l’Istat – risulterebbe debolmente positiva», anche per via della persistente incertezza e «delle condizioni ancora difficili sul mercato del credito».
L’unica buon notizia per l’immediato futuro arriva dal Centro studi della Confindustria. La produzione industriale, stima, è in ripresa: in giugno è data in crescita dello 0,4 per cento su maggio (mentre fra maggio e aprile era dello 0,1) e del 2,2 per cento rispetto ad un anno fa. Positive anche le previsioni sul secondo semestre (sempre 0,4 per cento) e in aumento pure la fiducia degli imprenditori manifatturieri: l’indice è salito al massimo degli ultimi tre anni.
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