Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Prezzi fermi al palo Bce in campo contro la deflazione

Borse europee tutte in rosso, dopo una seduta caratterizzata da nervosismo e grande volatilità. Gli investitori risentono dell’incertezza sulle prossime mosse della Fed sui tassi e dei timori legati al rallentamento dell’economia cinese e di quella giapponese. C’è attesa anche per la conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, prevista per il 3 settembre dopo che ieri l’inflazione nell’Eurozona ad agosto è salita solo dello 0,2% rispetto allo scorso luglio.
Alcuni osservatori ritengono che a questo punto l’Eurotower potrebbe aprire a un’estensione del programma di quantitative easing (Qe) a tutto beneficio dei mercati. Nell’attesa di capire cosa deciderà la Bce, e grazie a un buon avvio di Wall Street, la borsa di Madrid ha arginato il calo allo 0,91%, Parigi allo 0,47%, Francoforte allo 0,38% e Milano, che nelle scorse sedute era stata la peggiore, ha contenuto le perdite allo 0,24%. Londra è invece rimasta chiusa per una festività bancaria.
La prospettiva di un’estensione del Qe ha rasserenato le tensioni sul fronte obbligazionario, dove il differenziale tra i Btp decennali e gli omologhi bond tedeschi ha chiuso in calo a 115,8 punti, contro i 121 dell’apertura. Il rendimento delle obligazioni tricolori a dieci anni risulta pertanto pari all’1,97%. Anche lo spread tra gli spagnoli Bonos e Bund diminuisce a 129 punti con un tasso del 2,11%.
In contro tendenza si è mosso il petrolio, le cui quotazioni sono rimbalzate con forza dopo le dichiarazioni dell’Opec. Il cartello dei Paesi produttori di petrolio, preoccupata per i recenti crolli delle quotazioni del greggio che era precipitato ai minimi del 2009, ieri ha fatto sapere che è pronto al dialogo con tutti gli altri Paesi produttori, «ma giocando alla pari».
Una dichiarazione che ha fatto schizzare le quotazioni del greggio a New York a 49 dollari al barile: si tratta di un guadagno dell‘8,8% in una seduta e del 29% rispetto ai minimi toccati lo scorso 24 agosto, quando il petrolio era scivolato sotto quota 40 dollari. Infine sul fronte valutario l’euro si è rafforzato a 1,11 nei confronti del dollaro, mentre il rublo ha toccato nuovi minimi nei confronti del biglietto verde.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’assemblea della Popolare di Sondrio, convocata l’11 maggio, avrà per la prima volta in 150 an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo mesi di battaglia legale e mediatica, Veolia e Suez annunciano di aver raggiunto un accordo per...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La sfida all’ultimo chip tra Stati Uniti e Cina sta creando un «nuovo ordine mondiale dei semicon...

Oggi sulla stampa