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Prezzi calmierati per le imprese Il decreto bollette oggi in Cdm

Il decreto Ristori-Bollette arriva oggi in Consiglio dei ministri con alcuni nodi tecnico-politici da sciogliere. Ne parlerà il premier Mario Draghi con i capipartito questa mattina nella cabina di regia che precede il Cdm. Sicuri 2,8 miliardi di interventi: 800 milioni in sostegno ai settori in crisi, 500 milioni a Comuni e Regioni per il caro-energia, 1,5 miliardi per ridurre le bollette delle aziende in difficoltà. A cui aggiungerne altri 2,5 miliardi, appesi a un’operazione non facile sugli oneri di sistema. L’entità del decreto potrebbe così salire a 5,3 miliardi o restare a 2,8 e rimandare il resto a un secondo decreto dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.Sono dunque due gli ambiti di intervento del provvedimento – ristori e bollette – reso urgente dai “rischi alla crescita”, paventati dallo stesso premier Draghi dieci giorni fa: impennata dei contagi e dei prezzi di energia elettrica e gas. La legge di bilancio ha già stanziato 3,8 miliardi per alleviare il peso delle bollette per le famiglie e i professionisti o piccoli artigiani nel primo trimestre di quest’anno. Ora tocca alle imprese nella fascia oltre i 16,5 kilowatt di potenza. Per loro il governo pensa di destinare una cifra quasi equivalente, attorno ai 4 miliardi: 1,5 miliardi dalle aste dei diritti a emettere CO 2 e 2,5 miliardi da una complessa operazione di cartolarizzazione o fiscalizzazione degli oneri di sistema, le voci di costo della bolletta elettrica non legati al consumo, ma per incentivare le energie rinnovabili.Cosa significa in concreto? L’ipotesi su cui si lavora – ispirata da una delle dieci proposte che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha consegnato ieri al premier Mario Draghi a Palazzo Chigi – è quella di garantire ai settori industriali a rischio chiusura un quantitativo di energia (si pensa a 25 terawattora) a prezzo calmierato (ad esempio 50 euro a megawattora). L’operazione sarebbe intermediata dal Gse – il Gestore servizi energetici – che dovrebbe recuperare la differenza tra il prezzo di mercato e quello calmierato o riducendo gli incentivi che distribuisce ai produttori di energia rinnovabili (sono 10 miliardi all’anno raccolti nelle bollette) o erogandoli in un tempo più lungo, spalmandoli ad esempio in 12 anni anziché in 10 anni. In questo modo si pensa di ricavare 2,5 miliardi e di non pesare sui conti pubblici.Per quanto riguarda invece i ristori ai settori i n crisi l’intervento sarà chirurgico e al di sotto del miliardo atteso. Gli 800 milioni saranno divisi tra più dicasteri. Al Mise (Sviluppo economico), 360 milioni: 200 per il commercio al dettaglio, 100 per il comparto tessile e pelletteria, 40 al settore del wedding e dell’intrattenimento, 20 alle discoteche e alle piscine. Una cifra simile (350 milioni) viene destinata al turismo, comprese agenzie di viaggio e tour operator. Al trasporto pubblico locale vanno 200 milioni, soprattutto per bus a lunga percorrenza e bus turistici. Un centinaio di milioni a librerie, cinema e teatri. Infine 40 milioni allo sport. Cifre limate fino all’ultimo e oggetto questa mattina di confronto politico. Non dovrebbe esserci la copertura delle quarantene come malattia (scaduta il 31 dicembre): il governo si prende più tempo per valutarne l’impatto. Come pure si studia un pacchetto di Cassa integrazione non più Covid (a carico dello Stato), ma ordinaria e scontata, con un ticket di prelievo più basso per le aziende.

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