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Prezzi ancora in alto-. E la Bce può spingerli più su

Titoli di Stato con rendimenti negativi. Eppure tornano sempre in scena come «beni rifugio». Perché i prezzi di mercato, in circa sei mesi sono saliti in media del 5%. Germania in testa: l’emissione con scadenza 15 agosto 2025 ha guadagnato il 5,90% dal 14 luglio scorso al 2 febbraio 2016. A ruota la Francia, con un progresso del 5,76% dal primo settembre al 2 febbraio di quest’anno per la scadenza 25 novembre 2025. Nello stesso arco temporale, il Btp dicembre 2025 ha messo a segno un più 5,34%, mentre la scadenza 15 settembre 2025 finlandese un più modesto 4,54%. Non basta: martedì scorso gli investitori internazionali hanno richiesto 23 miliardi del nuovo Btp trentennale. Cedola lorda 2,70%, scadenza 1 marzo 2047. Alla fine sono stati collocati solo 9 miliardi, a 99,182, per un rendimento lordo del 2,758%.

Le opzioni
Fascino della strategia adottata per il quantitative easing o fuga da altre tipologie di investimenti? Negli ultimi tempi ci sono flussi in uscita da azioni e obbligazioni del comparto bancario. Chi sceglie di abbandonare una forma di investimento che non ama più, spesso deposita la liquidità incassata in titoli governativi. Anche se solo in forma temporanea.
Così, strumenti per tutte le stagioni, le emissioni governative si ripropongono in chiave sicurezza, offrendo opportunità legate all’ipotesi che a marzo la Banca centrale europea rafforzi la strategia di sostegno ai mercati. Dall’altro lato della medaglia, però, ci sono i potenziali rischi, tipici delle fasi in cui i rendimenti sono particolarmente bassi e le quotazioni molto elevate. Basti pensare all’oscillazione del prezzo di mercato di un prestito con durata decennale, che, a fronte dell’attesa di variazione di un punto dei rendimenti di mercato, si sposta di poco più di sette punti. La rischiosità assume maggior vigore, in questo periodo, perché le scadenze con durata inferiore ai dieci anni pagano rendimenti molto bassi e, in non pochi casi, negativi. Ora, una componente importante di investitori non è alla ricerca di rendimenti, ma di certezze sulla capacità del debitore pubblico di pagare gli interessi e di rimborsare a scadenza il capitale sottoscritto.
Variabile offuscato
Probabilmente, i mercati dovranno convivere con tassi bassi ancora a lungo. E addirittura c’è ancora un piccolo spazio di discesa, se effettivamente tra un mese e mezzo circa a Francoforte verranno decisi nuovi stimoli per indurre il sistema bancario a finanziarie imprese e famiglie.
Le prospettive di crescita dell’economia sono ipotizzate ancora di entità modesta, in area euro. Se in portafoglio gli strumenti a cedola fissa monopolizzano la composizione, non è ancora il momento di inserire percentuali importanti di titoli a cedola indicizzata. Come i Cct, ad esempio. Perché il valore delle cedole future verrà calcolato o sulla base del rendimento dei Bot semestrali, nel caso delle vecchie emissioni, o del rendimento del tasso Euribor semestrale, per i titoli collocati a partire da ottobre 2010. In ambedue i casi, al valore così ottenuto verrà sommata una maggiorazione che, va da sè, con i tassi a breve a zero o negativi non è un viatico interessante.
L’eccezione
Meno problematico l’eventuale inserimento di Btp Italia, anche se, al momento, il tasso d’inflazione non mostra certo i muscoli. Anzi, il suo galleggiamento a valori vicini allo zero fa sì che, nell’ultimo semestre, il recupero dell’inflazione stessa non abbia integrato il pagamento delle cedole stabilite all’atto del collocamento. Ma non si può escludere che la reiterata politica a supporto del quantitative easing possa gradualmente riportare il costo della vita a valori superiori agli attuali, ancorché lontani dal 2%, ipotetico punto d’arrivo della strategia che la Bce sta attuando. Ora, più che in passato, l’ampia scelta di Btp, compresi quelli indicizzati all’inflazione, offre all’investitore vie d’uscita non univoche. Che spaziano dalla sicurezza alla redditività, a sua volta bassa, modesta o discreta. Tenuto conto, naturalmente, delle condizioni di mercato di questo periodo.

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