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Previsioni Soffia da Est il venticello della ripresa Golden Goose punta su Corea e sul Giappone

Come una sonda spaziale lanciata a scoprire se su un pianeta c’è vita. La ricerca condotta dalla Cgia di Mestre su dati Istat e Prometeia è andata a esplorare il Nordest, quello che fino agli anni precrisi era considerata la «locomotiva» italiana. Il tutto con l’obiettivo finale di verificare se «c’è vita» in quell’area. 
E le sonde, effettivamente, dicono che la ripresa è viva. E in questo 2015 dovrebbe manifestarsi in modo più evidente. Infatti dopo sette anni di crisi e di difficoltà economiche, durante quest’anno il Nordest conoscerà una ripresa degna di questo nome. E, generalmente, questo è un gran bel segnale per tutto il resto del paese.
Gli indicatori
L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato le previsioni di crescita per l’anno appena iniziato dei principali indicatori economici del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano. «Molto dipenderà da come si svilupperanno le situazioni internazionali e in particolar modo le tensioni presenti in Ucraina e in Grecia — afferma Roberto Bottan, presidente della Cgia di Mestre —. Se la Lombardia e il Nordest tornano a crescere anche il resto del Paese è destinato a risollevarsi. In passato è sempre stato così. Però attenzione ai trionfalismi: nonostante i timidi segnali di ripresa registrati nell’ultima parte dello scorso anno, anche nel 2015 la crescita sarà a macchia di leopardo. Malgrado il vento cominci a soffiare a favore, infatti, restano grandi problemi in alcuni settori specifici: per costruzioni, servizi e commercio infatti la situazione rimane ancora molto difficile. Questi tre settori continueranno a risentire del forte calo dei consumi delle famiglie e degli investimenti che in questi ultimi anni sono scesi a dismisura. Anche nel 2015, purtroppo, questi ultimi non dovrebbero dare alcun segnale di risveglio, attestandosi sulla variazione registrata l’anno scorso».
Complessivamente sono i cinque i parametri che attestano il vero stato di salute del tessuto economico di un territorio: Pil, consumi, investimenti, export e occupazione.
Per quanto concerne il Pil, la crescita dovrebbe attestarsi attorno allo 0,8 per cento. Se in Veneto e in Friuli Venezia l’incremento dovrebbe essere dello 0,7 per cento, in Trentino Alto Adige l’aumento dovrebbe toccare lo 0,9 per cento.
I consumi delle famiglie sono destinati a crescere dello 0,9 per cento. Se a Bolzano l’incremento pare destinato a toccare l’1,1 per cento, nel Veneto l’aumento dovrebbe fermarsi allo 0,9 per cento, in Friuli Venezia Giulia allo 0,8 per cento e a Trento allo 0,7 per cento.
L’accelerazione
Gli investimenti continuano a segnare il passo. Dopo aver perso oltre 20 punti percentuali dall’inizio della crisi sino ad oggi, anche nel 2015 la crescita sarà nulla. Solo il Friuli Venezia Giulia segnerà un timidissimo più 0,1 per cento.
Chi invece ha superato da tempo la fase più critica è l’export: dopo il +3,4 per cento del 2014, nel 2015 l’aumento dovrebbe essere del 3,7 per cento, con un livello record del 4 per cento a Bolzano, seguito dal 3,9 del Veneto, dal 3,5 di Trento e dal +2,6 per cento del Friuli Venezia Giulia.
Il tasso di disoccupazione, infine, dovrebbe eguagliare il dato raggiunto nel 2014: 7,1 per cento. Se a Bolzano il tasso rimarrà al 4,4 per cento, a Trento si fermerà al 6,4 per cento, mentre nel Veneto scenderà al 7,2 per cento. Solo nel Friuli Venezia Giulia la disoccupazione è destinata a salire al 7,9 per cento.
A completare il quadro ci sono i segnali confortanti che provengono anche dalla Lombardia: anche in questo caso a patire sono settori come servizi e terziario, ma c’è una forte accelerazione del manifatturiero e una «carta-jolly» che potrebbe fare la differenza: quell’Expo che inizierà a maggio e che potrebbe rappresentare una turbo spinta per un’economia che ricomincia a dare buoni segnali di crescita.
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