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Presto risorse per cambiar passo

Il mercato digitale ha chiuso il 2020 con un dato migliore rispetto alle previsioni (-0,6%), facendo registrare una performance più lusinghiera rispetto all’economia nel suo complesso (decrescita del pil globale pari al -8,9%), e già nel corso del 2021 invertirà la rotta. Grazie alle risorse e le riforme contenute nel Pnrr la crescita del settore sarà sensibile, nello scenario più ottimistico riforme e risorse per il digitale faranno crescere il mercato a un tasso medio annuo del 7,1% nel periodo 2021-2024. Sono i trend delineati nella 52ª edizione del rapporto annuale sul digitale in Italia, realizzato da Anitec – Assinform in collaborazione con NetConsulting cube. «Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è la cornice all’interno della quale dovremo incanalare gli sforzi, per fare in modo che la trasformazione digitale si rafforzi e consenta di tramutare la ripresa in crescita», osserva Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, «circa 50 miliardi di euro sono stati allocati per la digitalizzazione, prevediamo scenari positivi per il settore digitale che nel 2024 potrebbe raggiungere quasi i 95 miliardi di euro». In base agli esiti dell’indagine, nel corso del 2020 si sono registrati oltre 2 milioni di nuovi consumatori e-commerce, sono aumentati del 29% i pagamenti digitali, l’internet banking ha fatto segnare un +25%, la vendita di notebook si è incrementata del 28%. Sono stati proprio i servizi digitali e lo smartworking a sostenere l’andamento anticiclico del mercato, con i settori della pubblica amministrazione e della sanità che hanno messo a segno le crescite più consistenti.

L’andamento del mercato digitale. A fine 2020 la spesa in beni e servizi digitali ha registrato, come detto, un calo dello 0,6%, per un valore complessivo di 71,5 miliardi di euro. La diminuzione più rilevante ha riguardato le componenti più tradizionali del mercato, come i servizi di rete (-6,4%) e la componente software (-2,3%). In controtendenza la spesa in dispositivi e sistemi (+1,3%), il mercato dei servizi Ict (+3,3%), i contenuti e la pubblicità digitale (+3,6). Si conferma, inoltre, la dinamica a due velocità già osservata negli scorsi anni, con la componente tradizionale del mercato Ict in calo (-1,9%) e quella dei digital enablers, ossia le leve abilitanti di strategie e progetti, che continua ad agire da motore del mercato (+7,1%). In particolare, il mercato dell’intelligenza artificiale è cresciuto di quasi il 31%, quello della blockchain di quasi il 27%, le soluzioni cloud di oltre il 22%, segno più di quasi il 15% per il segmento dei big data, incremento di oltre il 12% anche per cyber security e piattaforme web. Il 2020 ha, inoltre, accentuato il divario nell’adozione delle tecnologie digitali tra le aziende di medie e piccole dimensioni e le grandi organizzazioni, e tra le diverse aree geografiche. La spesa sostenuta dalle grandi imprese (+250 addetti) è aumentata (+1,4%), mentre quella sostenuta dalle aziende di medie dimensioni (50-249 addetti) e di organizzazioni più piccole (1-49 addetti) ha subito un calo (-2,4% per le prime, -5% per le seconde).

I possibili scenari. Nel rapporto vengono delineati quattro scenari, in base all’utilizzo ogni anno dei fondi stanziati: uno scenario base (senza alcun impatto del Pnrr), un profilo alto (100% di utilizzo delle risorse previste dal Pnrr), un profilo medio (utilizzo del 70% delle risorse), un profilo basso (utilizzo del 50% delle risorse del piano). Dall’intero impiego già nel corso del 2021 di tutta l’allocazione dei fondi previsti per gli investimenti in digitale dal Pnrr il mercato potrebbe avere un maggiore incremento di 3,6 miliardi di euro raggiungendo un volume di 77,6 miliardi di euro contro i 74 miliardi previsti in base alla sola crescita fisiologica. Ciò porterebbe la crescita del mercato digitale nel 2021 all’8,5% rispetto ad una previsione del 3,5% stimato senza il contributo dei fondi del Pnrr. L’impatto negli anni successivi oscilla tra il 4,5% e lo 0,6% in più sul tasso di crescita dello scenario base, a seconda che i fondi saranno utilizzati completamente o per il 70% o il 50%. Nell’ipotesi più ottimistica di utilizzo completo dei fondi allocati annualmente il mercato digitale arriverà vicino ai 95 miliardi di euro nel 2024.

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