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«Presto la decisione sulla bad bank»

«Il sistema bancario nel suo complesso, nonostante la recessione, nonostante i comportamenti scorretti, ha tenuto. Ho fiducia che le banche, il credito buono, la buona finanza daranno un contributo importante alla ripresa economica, una ripresa che va consolidata e irrobustita». Il governatore della Banca d’Italia ha concluso il suo intervento alla giornata del Risparmio sollecitando le banche italiane a svolgere al meglio il loro compito, che è essenziale per sorreggere la ripresa. Ma in precedenza aveva anche difeso con fermezza l’operato della “sua” Vigilanza: «Non ho dubbi nel definire legittimo, corretto e accorto, l’operato di Bankitalia» nel caso che riguarda la Popolare di Spoleto, ha detto a braccio Ignazio Visco, che risulta indagato, come atto dovuto, dalla Procura di Spoleto. «Non è questa la sede per parlare di questa vicenda. Considero doverosa e rispetto l’azione della Magistratura, per la quale nutro il massimo grado di fiducia». Poi, ha aggiunto: «Mi pare che vi sia una scarsa conoscenza e spesso distorta della Banca d’Italia, nonostante l’impegno a dare le informazioni, in particolare nelle sedi opportune». In questo caso, come sempre del resto, ha concluso, Via Nazionale è «aperta ai giusti approfondimenti, senza spettacolarizzazioni». Tornando all’economia, il recupero è in atto, ha sottolineato il governatore, secondo il quale «nel nostro paese il Pil è tornato a crescere per la prima volta dall’inizio della crisi dei debiti sovrani a ritmi intorno all’1,5 per cento su base annua». Non solo: «Il significativo aumento dell’occupazione, che ha beneficiato anche dei provvedimenti adottati dal governo , continuerà a sostenere i consumi delle famiglie». E «la crescita dell’attività nel 2015 potrebbe superare quella indicata nelle nostre proiezioni di luglio, sfiorando l’uno per cento». Nello scenario internazionale, tuttavia, non mancano i rischi verso il basso: Visco ha ricordato l’eventualità del rallentamento dell’economia cinese e dei paesi emergenti. Tanto più importante, dunque, la parte che il sistema bancario sta giocando e il ruolo della politica monetaria, che Bankitalia gestisce in condominio a Francoforte: «La dinamica del credito in Italia è migliorata nel corso dell’anno, beneficiando della ripresa in atto e dell’ampia liquidità resa disponibile dalle misure di politica monetaria» ha detto Visco, aggiungendo che «l’ammontare dei prestiti alle famiglie è in aumento, seppure lieve, rispetto a un anno prima».
«La crescita dei finanziamenti alle aziende manifatturiere è stata pari all’1,8% in settembre, la contrazione dei prestiti si è attenuata nettamente per le imprese dei servizi, in misura minore per le aziende di costruzioni, ancora penalizzate dall’incertezza sulle prospettive del settore». Tuttavia, ha ricordato, c’è un’eredità della pesante fase recessiva: i crediti deteriorati. «Il loro rapido riassorbimento faciliterebbe la ripresa del credito e un abbassamento del suo costo». Ma nel triennio 2012-2014, ha osservato, le banche italiane hanno ceduto o cartolarizzato sofferenze per soli 11 miliardi, il 2 per cento delle sofferenze in essere. Per questo le banche “gravate” da ingenti prestiti in sofferenza dovranno avviare un loro graduale ridimensionamento indipendentemente dall’avvio della cosiddetta “bad bank”, la società candidata ad acquistare e gestire gli attivi deteriorati che da tempo è al centro di un negoziato tra il Governo e la Commissione Ue. Un intervento pubblico nella gestione dei crediti deteriorati delle banche, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, «potrebbe facilitare lo sviluppo del mercato», con una partecipazione nel capitale della bad bank «limitata o nulla» ma una possibile garanzia statale sulle passività senior, ha spiegato il governatore. «Nelle prossime settimane la fattibilità del progetto verrà definitivamente accertata. Indipendentemente dall’esito della verifica», ha detto Visco, le banche con un forte fardello di sofferenze «dovranno comunque individuare, d’intesa con le autorità di vigilanza, le modalità più adeguate per gestire nel modo più efficiente tali attivi, al fine di pervenire a un loro graduale ridimensionamento».
Alle banche popolari in procinto di convolare a nozze, il governatore ha ricordato che la responsabilità della scelta è degli organi aziendali e che «i progetti espressi dal mercato andranno attentamente vagliati sotto il profilo della solidità patrimoniale presente e prospettica e degli effetti sulla situazione degli intermediari». Poi, è tornato sulla necessità e sull’urgenza di una riforma del credito cooperativo: «Un punto su cui il confronto è ancora aperto è se il gruppo cooperativo debba essere uno o più d’uno. L’ipotesi di un gruppo unico, se condivisa all’interno della categoria, presenta sicuramente aspetti positivi; ma se il consenso sulla soluzione unitaria non ci fosse, ciò non dovrebbe essere motivo per arrestare riforma». Una sollecitazione, quella di Visco, molto apprezzata anche dal presidente della Federcasse, Alessandro Azzi, che la considera «un incoraggiamento importante».

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