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Prestito più lungo per Montepaschi

Non è ancora il momento delle decisioni. A pochi giorni dal risultato shock degli stress test della Bce, per i responsabili del Monte dei Paschi di Siena è in pieno svolgimento la fase del confronto e degli incontri con le autorità per esaminare le possibili vie d’uscita a una situazione che richiede un nuovo, significativo sforzo finanziario. Più di due miliardi di euro, secondo i tecnici dell’Eurotower, da individuare entro il 10 novembre e da mettere nel patrimonio entro fine luglio. Così il presidente e l’amministratore delegato di Mps, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, hanno incontrato, per primo, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ma sono andati anche in Banca d’Italia, che non commenta, e hanno in programma una visita a Bruxelles, visto che il piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione Ue è stato, nella sostanza degli obiettivi e della tempistica, ignorato dalla Bce e andrà comunque cambiato. L’indicazione della strategia da seguire, le scelte, le modalità di recupero delle carenze di capitale segnalate da Francoforte spettano però, in ogni caso, solo a Mps. Anche la decisione di allungare o meno il prestito ottenuto dal Tesoro — i cosiddetti Monti Bond — rinviandone il rimborso e quindi facendo calare a 1,3 miliardi la carenza di capitale da colmare nei prossimi nove mesi, spetta alla banca senese, come da contratto, e non al Tesoro. Semmai potrebbe essere la Ue a doversi esprimere, visto che ha approvato le varie tappe del piano di ristrutturazione di Mps. 
Un piano preso in considerazione solo in parte dagli esaminatori di Francoforte, facendo sorgere il dubbio sull’efficacia del passaggio fatto a Bruxelles. In ogni caso sul tavolo del cda del gruppo senese, vi sono varie opzioni tra cui le ipotesi di alleanze se non di aggregazioni: per ora sono solo le voci a circolare, più che i progetti concreti. L’ultima in ordine di tempo indica l’interesse del gruppo spagnolo Santander che, cedendo con un accordo lampo nel maggio 2008 la banca Antonveneta a Mps, segnò l’inizio dei guai economici a Siena.

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