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Prestito Camfin e Prelios, doppia mossa sul riassetto

MILANO — Il confronto sta andando avanti. Sottotraccia. Il silenzio calato all’improvviso sullo scontro tra la famiglia Malacalza e Marco Tronchetti Provera su Gpi e Camfin, le due casseforti della Pirelli, non significa che sia tornato tutto a posto. Il presidente del gruppo milanese è riuscito a compattare gli azionisti storici di Pirelli e Camfin mettendo per il momento nell’angolo gli ex alleati genovesi. Che è pensabile vogliano comunque farsi sentire. L’occasione potrebbe arrivare dal prossimo board di Camfin che dovrà approvare l’emissione del bond convertibile, su cui i due maggiori azionisti della holding si sono scontrati. Banca Imi, Unicredit e Bnp Paribas stanno stringendo sulla struttura dell’operazione. L’emissione dovrebbe avvenire, mercati permettendo, entro la fine di ottobre e dunque il consiglio che dovrà approvare il bond potrebbe tenersi entro la metà del mese prossimo.
In attesa di incastrare l’importante tassello per il rifinanziamento di Camfin, un altro è andato a posto mercoledì con l’arrivo delle offerte di Fortress e Feidos per Prelios. Il futuro della società immobiliare era stato un altro pretesto per aprire un nuovo fronte di scontro. Alla fine di agosto Davide Malacalza aveva votato contro il bilancio semestrale, esprimendo dubbi sui presupposti per la continuità aziendale della società immobiliare. Continuità legata al piano di ristrutturazione per cui erano state sollecitate le manifestazioni di interesse, giunte mercoledì pomeriggio. Il 26 settembre il consiglio di Prelios esaminerà le proposte del fondo di investimento e di Massimo Caputi per poi stringere sul dossier e avviare la ricapitalizzazione necessaria a mettere in sicurezza e rilanciare la società. La riunione del board sarà anche l’occasione per misurare gli umori della famiglia genovese e capire se intende proseguire lo scontro o sedersi e discutere. Potrebbe anche non succedere nulla, vista l’imminenza del consiglio Camfin sul bond. È qui che i Malacalza hanno iniziato a giocare la loro partita, mettendo sul tavolo la proposta di aumento di capitale, in alternativa al bond convertibile deciso dal consiglio. Ed è quindi nella cassaforte che il confronto potrebbe ripartire.
Il lavoro delle banche intanto sta andando avanti. Il bond convertibile allo studio dovrebbe avere una durata di cinque anni e un rapporto di conversione pari al 130% del valore dell’azione Pirelli. I titoli al servizio del prestito li metterà Camfin dal pacchetto del 6% del capitale fuori dal patto di sindacato. La conversione sarebbe prevista solo alla scadenza con l’opzione del rimborso cash. Resterebbero ancora un paio di nodi da sciogliere: la destinazione del bond, al pubblico o a investitori privati, da cui dipende la cedola che dovrà essere offerta ai sottoscrittori, e l’importo. A dicembre scadono 132 milioni di debiti, ma il bond potrebbe anche arrivare a 200 milioni per coprire così la quota parte dell’aumento di capitale che Camfin dovrà sottoscrivere in Prelios, ed estinguere altro debito. Sarà il consiglio di ottobre a deciderlo.

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