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Prestito all’Ilva nel pacchetto imprese Scalate in Borsa, tetto più basso per l’Opa

Il decreto competitività prosegue il suo cammino verso la conversione in legge. Ieri il provvedimento in favore delle imprese ha ottenuto l’approvazione da parte delle commissioni Industria e Ambiente del Senato, un passaggio che ha consentito di avviare nel pomeriggio l’esame in aula a Palazzo Madama. L’intenzione del governo è porre la fiducia, incassare il voto dei senatori e trasferire il decreto all’esame della Camera dove deve essere convertito prima della pausa estiva. L’importante è fare presto, bruciando le tappe. Il provvedimento, del resto, nel corso delle ultime ore ha assunto la veste di un decretone frutto di innumerevoli interventi di modifica in materia di energia, ambiente, sviluppo, turismo, agricoltura e edilizia scolastica e misure per il rilancio dell’economia. 
Non a caso, è servita una maratona notturna tra mercoledì e giovedì per predisporre e approvare il corposo elenco di emendamenti al testo originale. Uno dei temi caldi affrontati riguarda la norma sulla reintroduzione dell’anatocismo, l’applicazione cioé degli interessi sugli interessi, applicata dagli istituti di credito ai clienti che vanno in rosso. Dopo qualche incertezza su proposta del governo un emendamento ha cancellato l’articolo che prevedeva l’anatocismo. Una novità importante, sottolineata dal relatore Massimo Mucchetti (Pd) durante l’illustrazione del decreto, prevede l’introduzione di una doppia soglia per l’offerta pubblica di acquisto (Opa) per le società quotate in Borsa. In pratica, l’obbligo di lanciare un’Opa è destinato a scattare in corrispondenza del 25% del capitale, nel caso si diventi azionista di maggioranza. La nuova soglia è destinata a convivere con il vecchio obbligo che prevede l’offerta pubblica a quota 30%. Per le piccole e medie imprese, che intendano quotarsi, il testo originario del decreto stabilisce comunque la facoltà di inserire nello statuto un tetto tra il 20% e il 40%. Per le società quotate in borsa è inoltre prevista la possibilità di adottare azioni a voto maggiorato modificando lo statuto, per le imprese che convocheranno l’assemblea, entro il 31 gennaio 2015, sarà sufficiente una votazione a maggioranza semplice per l’adozione di questa novità.
Una modifica significativa è stata approvata sul fronte del cosiddetto spalma incentivi per le imprese attive nel fotovoltaico. Per assicurare alle pmi un taglio della bolletta elettrica di circa 800 milioni sono state previste tre opzioni mirate a recuperare parte delle agevolazioni accordate al fotovoltaico. La prima possibilità stabilisce l’allungamento del beneficio degli incentivi su un periodo di 24 anni, la seconda una stretta sugli incentivi in parte compensata da un recupero nell’arco di venti anni, oppure, in assenza di una decisione da parte degli operatori, una rimodulazione delle percentuali di taglio degli incentivi in tre diversi scaglioni. Tra le misure principali del decreto, composto da 34 articoli, figura il prestito ponte in favore dell’Ilva, oltre che il via libera al sub commissario ad hoc da affiancare a Piero Gnudi in materia ambientale. Nella norma è previsto, tra l’altro, che lo sblocco delle risorse sequestrate alla famiglia Riva sia destinato al risanamento del gruppo siderurgico. Il pacchetto di emendamenti include il via libera al pagamento di 535 milioni di euro da riconoscere a Poste Italiane in virtù di un vecchio credito, derivante da una sentenza Ue sugli aiuti di stato. Modifiche anche per il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Fino al 31 dicembre 2015 la gestione toccherà in proroga a Selex (Finmeccanica), poi sarà necessario un bando europeo per individuare il nuovo gestore. Approvati, tra gli altri, l’emendamento sulla regolazione graduale dei pedaggi nel settore ferroviario, in seguito alla cancellazione delle tariffe elettriche agevolate, e l’emendamento che introduce la possibilità di riconvertire parte delle superfici degli immobili a destinazione alberghiera in abitazioni dove sarà possibile usufruire dei servizi tipici dell’hotel.

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