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Prestito Alitalia, stop agli interessi In cassa 467 milioni

Il contatore degli interessi sul prestito statale di 900 milioni di euro concesso ad Alitalia ha smesso di girare. Dall’inizio di giugno infatti Alitalia non deve più pagare gli interessi.

Non è l’effetto della candidatura di Claudio Lotito a entrare nella compagine con Fs per il salvataggio di Alitalia, ma è una delle norme del «decreto crescita» all’esame del Parlamento. È il decreto che ha eliminato la scadenza per la restituzione dei 900 milioni allo Stato. Il prestito avrebbe dovuto essere rimborsato entro il prossimo 30 giugno. Ma il governo ha preso atto dei rinvii della cessione, consapevole che Alitalia non ha i soldi da restituire al ministero dell’Economia. Così insieme al rinvio sine die della scadenza per il rimborso è stato messo uno stop anche agli interessi, fissati al 10% circa all’anno.

Alitalia ha comunicato che al 31 maggio la liquidità, la cassa di cui dispone, era di 467 milioni (oltre ai depositi cauzionali), in calo rispetto ai 470 milioni di aprile e ai 506 milioni di inizio anno. La cassa continua a consumarsi e sarebbe più bassa se non venissero calcolati anche i proventi della vendita dei biglietti per l’estate (si stima almeno 350 milioni, la cifra ufficiale non è stata resa nota).

Con questa cassa Alitalia dovrebbe versare anche gli interessi sul prestito maturati fino al 31 maggio scorso, stimati dal Mef in circa 145 milioni. Questi verranno pagati da Alitalia al Mef entro 60 giorni dall’emanazione del decreto del ministro dello Sviluppo che autorizza la cessione delle attività a una nuova compagine.

Un decreto di là da venire, perché ancora non c’è l’offerta definitiva di acquisto di Alitalia. Il governo sta valutando il rinvio di un mese del termine, che scade domani, per la presentazione dell’offerta finale di Fs.

Secondo il decreto crescita i soldi degli interessi verranno usati dal Mef per sottoscrivere la partecipazione del 15% nella “Newco Nuova Alitalia”, accanto a Fs (avrebbe circa il 30%) e Delta (15%). Manca però il quarto socio, le Fs hanno dialogato con Atlantia, ma non c’è alcun accordo. La partita è bloccata a livello politico per le tensioni tra i Benetton e il M5S.

Alitalia ha reso noto che i ricavi da traffico passeggeri nei primi cinque mesi sono aumentati dell’1,8% rispetto all’anno scorso. I ricavi totali sono aumentati del 2,6 per cento.

L’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che commissariò Alitalia il 2 maggio 2017, ieri commentando la manifestazione d’interesse di Lotito ha detto a Radio Capital: «Sono dei matti. E mi sento anche responsabile. Quando decidemmo di dare il prestito ponte per portarla alla vendita a Lufthansa, che era l’unico partner serio, lo decidemmo perché sarebbe costato tantissimo farla fallire. Ma, visto come stanno andando le cose, tornando indietro lascerei gli aerei a terra e la farei fallire».

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