Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Prestiti, parte la corsa a ostacoli. Via alle richieste fino a 25 mila euro

La macchina per far arrivare liquidità alle imprese da oggi è operativa. Ma ancora non del tutto. Da questa mattina le banche sono pronte a ricevere le domande di imprenditori, persone fisiche e professionisti, che richiedono prestiti fino a 25 mila euro e per massimi 72 mesi, coperti al 100% gratuitamente dal Fondo centrale di Garanzia. Lo strumento gestito da Mcc venerdì ha predisposto la modulistica necessaria.

Ma per chi avesse necessità di ottenere cifre più alte, le cose si fanno più complicate. Per i prestiti alle grandi imprese servono le procedure di Sace, che non sono ancora pronte. Per quelli fino a 5 milioni alle piccole e medie imprese, garantiti al 90% dal Fondo centrale di garanzia, va comunque istruita una pratica di fido. Insomma ci vorrà ancora tempo. Quanto, non si sa. È questa la situazione che i sindacati dei bancari temono possa scatenare tensioni se clienti si recheranno agli sportelli chiedendo denaro immediatamente, tanto da aver chiesto al ministero dell’Interno maggiore vigilanza.

Teoricamente — ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli — la richiesta fino a 25 mila euro potrebbe essere liquidata in un giorno. Gli istituti si stanno attrezzando con i canali online. Tra le banche maggiori, Unicredit sabato ha pubblicato sul sito i documenti per la richiesta. «Fino a 25 mila euro c’è un processo di concessione molto semplificato e quasi automatico», spiega da Intesa Sanpaolo Anna Roscio, responsabile direzione marketing imprese Banca dei Territori. «La capacità di smaltimento effettiva dipenderà dalla quantità di domande che arriveranno». Circa i tassi, ieri Intesa ha precisato che l’interesse è in realtà fissato per legge sotto il 2% e la banca chiederà tra lo 0,04% e l’1,13%.

Il sistema bancario si conferma comunque centrale per la ripartenza evitando che le imprese falliscano, con conseguenze a catena. E questo è vero non solo in Italia ma in Europa, tanto aver spinto la Bce a pensare a una bad bank che rilevi tutti i crediti deteriorati delle banche europee, non solo i vecchi npl ma anche quelli che si creeranno con la crisi da Coronavirus, così da consentire alle banche di erogare più credito.

Per il Financial Times, la Vigilanza Bce guidata dall’italiano Andrea Enria avrebbe discusso il tema con la Commissione europea ma al momento Bruxelles non sarebbe propensa ad accantonare le regole sul bail in. Ma la partita resta aperta.

Le banche sono anche un tema di sicurezza nazionale. Il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, ha annunciato audizioni dei vertici di Unicredit, Generali, Mediobanca, Ubi, Crèdit Agricole Italia, Intesa Sanpaolo, Mps e Deutsche Bank Italia sulle dinamiche di controllo e di governance e sull’autonomia della scelte strategiche che implicano fattori di interesse nazionale».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Saranno anche «perdite solo sulla carta», come si è affrettato a sottolineare il vi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — Esistono 109.853 domande di cassa integrazione Covid giacenti: non sono state ancora a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Una possibile svolta sul caso Autostrade potrebbe essere maturata al Consiglio dei minist...

Oggi sulla stampa