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Prestiti, informazioni dettagliate

di Antonio Ciccia  

Informazioni dettagliate e personalizzate sulle caratteristiche del prestito, prima di firmare il contratto: così da essere in grado in maniera semplice di confrontare costi e tassi. Dal 1° giugno 2011 è partita la nuova trasparenza bancaria sul credito al consumo. Le novità sono dettagliate nel provvedimento della Banca d'Italia 9/2/2011, che ha modificato il precedente del 29/7/2009, in attuazione del dlgs 141/2010 (recepimento della Direttiva 2008/48/Ce). L'istituto di Via Nazionale ha dato alle banche un termine per adeguarsi e pertanto dall'altro ieri i consumatori possono beneficiare di maggiori garanzie. Tra le tutele informative va sottolineato il diritto per l'interessato di conoscere le notizie negative, attinte dalle società di informazione creditizie, in base alle quali è stato negato il finanziamento. Ma vediamo nel dettaglio i profili della trasparenza, come descritta anche dalla Banca d'Italia, che ha risposto sul suo sito ad alcune faq.

Informazione precontrattuale

Al consumatore deve essere consegnato un documento che gli consenta di confrontare i finanziamenti praticati da diversi intermediari. Lo strumento è costituito dalle «Informazioni europee di base sul credito ai consumatori». L'obbligo non ricade sui venditori di beni e servizi, ma sul soggetto finanziatore. Inoltre l'informazione sfocia in una vera e propria assistenza prima della stipulazione del contratto e nei quattordici giorni successivi: il finanziatore deve fornire tutte le informazioni necessarie sul finanziamento, sulla documentazione e sulle caratteristiche del prodotto. La consegna del modulo delle Informazioni non è vincolante né per il consumatore né per il finanziatore. Peraltro Banca d'Italia consiglia il finanziatore, che intende escludere il valore di proposta contrattuale del modulo, di chiarire questa circostanza nella documentazione integrativa. Circa il tasso annuo effettivo globale, ai fini della pubblicità i costi di gestione del conto da includere nel Taeg devono garantire la rappresentatività dell'esempio inserito nella comunicazione promozionale; essi, pertanto, vanno calcolati come media dell'importo degli indicatori di costo; nell'ambito delle Informazioni, che sono personalizzate, i costi di gestione del conto da includere nel Taeg corrispondono all'ammontare dell'Indicatore di costo del conto riferito al profilo di operatività nel quale il cliente dichiara di riconoscersi.

MERITO CREDITIZIO

Il finanziatore deve valutare l'affidabilità del consumatore, definito «merito creditizio». Si può fare riferimento alle informazioni fornite dal consumatore stesso o acquisite tramite centrale rischi della Banca d'Italia e Sistemi d'informazioni creditizie. Le disposizioni prevedono alcune tutele a favore del consumatore: deve sapere se il credito è rifiutato in conseguenza di una notizia negativa rinvenuta in una banca dati, e deve essere messo a conoscenza dei dati consultati; inoltre il finanziatore deve dare informazione all'interessato prima di inviare segnalazioni negative, concernenti per esempio morosità, spiegando anche le possibili conseguenze della segnalazione. Banca d'Italia precisa che la valutazione del merito creditizio è necessaria anche per le operazioni di cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Peraltro la legge non prevede un obbligo tassativo di consultazione delle banche dati. Inoltre nel caso di rifiuto della domanda di credito basato sulla consultazione di una banca dati, il finanziatore è tenuto a comunicare anche il risultato della consultazione: Banca d'Italia richiama alla piena trasparenza.

Il contratto

Il consumatore ha diritto a una copia del contratto, da stipulare per iscritto, e anche del documento di sintesi. Alle informazioni fornite in occasione della stipulazione si aggiungono le comunicazioni periodiche in corso di rapporto: almeno una volta l'anno deve essere inviata una comunicazione con il riepilogo delle condizioni applicate. Una speciale tutela giuridica deriva dalla riserva al consumatore della eccezione di nullità del contratto: se relativa a singole clausole, il contratto, depurato della condizione invalida, rimane in piedi. In caso di nullità integrale del contratto al consumatore non può essere chiesto di restituire somme eccedenti l'importo utilizzato ed è previsto un piano di rientro (le rate previste dal contratto o, in mancanza, 36 rate mensili)

Modifica condizioni contrattuali

Le variazioni devono essere sostenute da un giustificato motivo e, nei contratti con durata predeterminata, non sono in ogni caso modificabili il tasso di interesse e le spese incluse nel Taeg. Per i contratti di credito a tempo indeterminato i tassi invece possono essere modificati, solo in presenza di una clausola contrattuale ad hoc e comunque lasciando al debitore la possibilità di recedere. Al consumatore deve arrivare una comunicazione chiara su numero e periodicità delle rate e sull'importo da restituire.

Il recesso

Il consumatore ha il diritto di recedere dai contratti di finanziamento entro 14 giorni dalla stipula, in qualsiasi caso e senza una motivazione particolare: basta il semplice ripensamento. Non è prevista alcuna penale, ma solo la restituzione di capitale e interessi maturati e tasse.

L'estinzione anticipata

La legge consente al consumatore di estinguere anticipatamente un prestito o un finanziamento in qualsiasi momento, anche parzialmente, pagando, se prevista dal contratto, un indennizzo dell'1% sulla somma residua se si estingue prima dell'ultimo anno di durata contrattuale e dello 0,5% negli altri casi.

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