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Prestiti, i tassi si impennano

Scendono mutui e prestiti alle imprese e tiene il credito al consumo delle famiglie ma con costi maggiorati. Le erogazioni degli istituti sono salite di 190 milioni (+0,32%) da 59,3 miliardi a 59,5 miliardi e al contempo sono lievemente aumentati anche i tassi di interesse. Se la domanda delle famiglie per acquisti, servizi e altro si mantiene fissa rispetto ai cali generalizzati delle altre forme di prestito, chiedere un prestito costa di più.

Il credito al consumo è l’unico comparto creditizio che non ha visto scendere i tassi. Anzi dal 2010 (dati Bankitalia) il taeg medio è salito dall’8% all’attuale 9,5%. Ed è ovviamente una media. Per chi chiede liquidità il tasso sale accompagnato da spese pratiche e burocratiche. Dal lato degli operatori si spiega che i tassi sono così alti perché inglobano rischi di credito (tra l’altro senza garanzie) che si sono elevati. Del resto aumentano anche le sofferenze.

Il Taeg supera l’11%, ma bisogna aggiungere altri costi. Un quarantenne dipendente privato che chiede 15 mila euro di liquidità e la restituisce in quattro anni può ottenerla pagando una rata di circa 500 euro. ItaliaOggi Sette ha incrociato i risultati di alcuni dei più importanti preventivatori online ed è emerso come il tasso mensile è vicino all’11%, se non superiore, ma alla banca si deve restituire, tra tasso e costi, fino al 28%. Leggermente più basso il dato elaborato da Confcommercio sul credito al consumo, che lo riporta al 9,5%.

Ma quali sono le motivazioni principali che spingono a chiedere un prestito? In tempi di crisi, gli italiani scelgono di rateizzare soprattutto i pagamenti per le spese sanitarie: il comparatore prestiti.it ha analizzato oltre 60 mila richieste presentate in Italia da gennaio a giugno 2013. La richiesta media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: siamo a circa 6.600 euro, da restituire in un periodo di tempo particolarmente lungo, 56 mesi, quasi cinque anni. L’età media al momento della richiesta è di 44 anni, in linea con le richieste standard di credito al consumo. Stupisce la prevalenza delle donne sugli uomini in un mercato dominato di solito dal sesso maschile per il 75%.

Per quanto riguarda la professione svolta da chi chiede un finanziamento per pagare le spese sanitarie si rileva come una domanda su due (il 53% del totale) arrivi da un dipendente privato, il 12% da un lavoratore autonomo mentre oltre il 10% da un pensionato. Lo stipendio medio dichiarato al momento della richiesta è di 1.700 euro.

E nel 26% dei casi, le richieste includono anche un’assicurazione sul prestito, una forma di tutela che le banche offrono al titolare del finanziamento nel caso in cui non fosse in grado di sostenere il pagamento delle rate e che, al contempo, offre maggiori garanzie agli istituti finanziatori. In caso di insolvenza, per esempio, per perdita del lavoro, malattia, infortunio o decesso, è l’assicurazione che interviene, evitando che si interrompa il pagamento delle rate.

I prestiti più lunghi sono quelli più assicurati, quelli per cui si è più prudenti. Ma la garanzia porta a un incremento mensile che varia da banca a banca e tiene in considerazione durata, somma richiesta ed età anagrafica del cliente.

Per un prestito di 10 mila euro da restituire in cinque e finalizzato alla ristrutturazione di un immobile, per esempio, l’incremento medio mensile è di 4 euro.

Per completare il quadro, si scopre che anche gli under 30 si indebitano (sono il 16% del totale secondo Prestiti.it) per auto usate o per ristrutturare la casa dei genitori. Ma c’è di più.

Prende piede il cosiddetto social lending, ovvero il prestito tra privati attraverso piattaforme web. Sono 11 milioni i prestiti erogati in Italia dall’unico operatore ancora attivo sul mercato, ovvero Smarika.

A beneficiare di questa nuova forma di prestito sia il creditore che il debitore: chi riceve il prestito ottiene un Taeg medio inferiore del 25% a quello medio praticato da banche e finanziarie; chi fa il prestito gode di un tasso medio del 6,5%, meglio di molti investimenti, ma che ultimamente scricchiola di fronte alle rate non pagate.

Per la casa spunta il crowdfunding. Salgono dunque i tassi per richieste di liquidità, come pure quelli sui finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, che si sono attestati nel mese di luglio al 3,96% contro il 3,9% del mese precedente. In generale le famiglie hanno ottenuto meno mutui casa per 1,1 miliardi (-0,31%) da 364,7 miliardi a 363,6 miliardi e meno prestiti personali per 1,6 miliardi (-0,89%) da 184,3 miliardi a 182,7 miliardi. In totale, lo stock di finanziamenti alle famiglie è calato da 608,4 miliardi a 605,9 miliardi con una diminuzione di 2,5 miliardi (-0,43%).

Secondo Altroconsumo poi otto volte su dieci capita di andare in banca a chiedere un mutuo e trovarsi costretti ad aprire un conto corrente. L’indagine effettuata in 155 istituti di credito di dieci città italiane e trasmessa all’Antitrust, alla Banca d’Italia e all’Ivass, denuncia «pratiche scorrette» a danno dei consumatori.

Una banca su quattro non offre mutui anche a chi può vantare un reddito mensile di 4 mila euro e un contratto a tempo indeterminato, a meno che non apra un conto corrente in quella filiale.

Questo espediente è usato anche con altri prodotti offerti dalla banca. Il 24% degli istituti subordina l’accensione di mutuo alla sottoscrizione di una polizza vita, il 17% a quella di una polizza incendio. E per chi ottiene il mutuo, vanno contati i costi che possono toccare anche il 6%.

Arriva allora in soccorso il crowdfunding, reperire denaro con «collette» elettroniche. Nasce negli Stati Uniti e promette di allargarsi all’Europa il fenomeno della raccolta tramite piattaforme web ai fini di costruzione e acquisto degli immobili. Le principali piattaforme a stelle e strisce hanno già all’attivo alcune centinaia di milioni di dollari raggranellati per finanziare progetti residenziali o commerciali. In Italia, dove il fenomeno del crowdfuning si sta affermando per progetti di lavoro e start up, forse si dovrà aspettare ancora, ma si creerebbe un canale alternativo e dalle grandi prospettive visto che gli italiani hanno alti risparmi privati.

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