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Prestiti deteriorati a 140 miliardi

I crediti non performing delle banche italiane continuano a crescere e a pesare significativamente sui bilanci e le prospettive degli istituti. Secondo un rapporto pubblicato ieri da Pwc, a luglio i crediti a rischio sono risultati superiori del 22,3% rispetto a un anno fa superando quota 140 miliardi.
La maggior parte di queste sofferenze è detenuta dalle tre principali banche italiane (46,5 miliardi per UniCredit, 31 per Intesa e 19,1 per Mps) e il rapporto fra le sofferenze lorde e il totale del crediti era pari al 7,2% a luglio contro il 5,7% calcolato dodici mesi prima: il 12,6% per il Monte e, al lato opposto della classifica, Mediobanca con l’1,6%.
Ripartito per clientela, questo rapporto ha raggiunto il 12,9% per le Pmi, l’11,3% per le grandi imprese e il 6% per la clientela retail. Sempre secondo il rapporto di Pwc, i risultati del primo semestre mostrano un aumento del rapporto sofferenze nette da una media del 3,3% nel 2012 a una media del 3,6% nel 2013 per tutte le banche con eccezione di Bnl per la quale i valori sono diminuiti a seguito di una transazione infragruppo.
Il rapporto di copertura delle sofferenze risulta inoltre sostanzialmente invariato rispetto al 2012 a eccezione di Mediobanca che ha portato il tasso di copertura al 56,3% dal 47,8%. Per l’anno venturo, Pcw si attende che banca d’Italia e Bce spingano le banche italiane ad aumentare il proprio tasso di copertura e ritiene che i bilanci delle banche del prossimo anno saranno interessati da consistenti svalutazioni sui crediti con un miglioramento del rapporto di copertura delle sofferenze.

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