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Prestiti Bce, in arrivo 37 miliardi

Tra oggi e l’11 dicembre la Bce girerà in due tranche alle banche italiane 37 miliardi di euro — la stima è del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan — per prestiti a famiglie e imprese anche se non per mutui, a un tasso (per le banche) di appena lo 0,15%. Dovrebbero servire ad agevolare il credito per stimolare l’economia: è il programma Tltro («targeted long term refinancing operation») deciso da Mario Draghi a giugno, che sarà seguito dall’acquisto di Abs («asset backed securities», titoli rappresentatiti di crediti garantiti), altro modo per fornire liquidità al sistema.
Il programma Tltro si replicherà in aste trimestrali fino a settembre 2016, con scadenza al 2018. Riguarderà tutte le banche dell’Eurozona, anche se si stima che a ricorrervi di più saranno gli istituti dei Paesi in crisi come Italia e Spagna. In totale nell’area euro dovrebbero arrivare 260 miliardi (secondo BofA-Merrill Lynch) sui circa 400 richiedibili. L’immissione di liquidità potrebbe toccare i mille miliardi, negli scenari più virtuosi di una ripresa dei prestiti, che sono alla base dei successivi Tltro.
Unicredit — che prenderà in asta 15 miliardi, di cui 7,5 per l’Italia — ha già stimato un interesse attorno al 2% per i finanziamenti a medio termine alle imprese e ha avviato presentazioni tematiche alle pmi a Milano lunedì scorso, a Torino domani e il 1 ottobre a Bologna per presentare questa nuova opportunità. Intesa Sanpaolo chiederà 13,3 miliardi, Mps 6 nelle due tranche, Bpm 1,6 (tutti a dicembre), Banco Popolare 3,7 miliardi (un terzo ora, il resto a dicembre), Mediobanca 600 milioni oggi. Ma ci sarà davvero la corsa di imprese e famiglie a indebitarsi? Osservatori e banchieri ne dubitano.
«Ci piacerebbe tanto prestare, ma non riusciamo a raggiungere il budget degli impieghi», ha detto il ceo di Ubi Banca, Victor Massiah, che chiederà 3 miliardi tutti a dicembre, «non è vero che le banche vogliono restringere i prestiti». Insomma il problema starebbe nella domanda da parte delle imprese: il famoso «cavallo che non beve». Anche il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha precisato che «è penalmente vietato prestare quattrini a chi non li merita». «Grandi investimenti non ne vediamo», concorda l’amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli: l’istituto modenese prenderà 2 miliardi, tutti domani, che serviranno a rimborsare parte dei 3 miliardi di precedenti prestiti Ltro concessi dalla Bce. E la via di Bper potrebbe essere seguita da altri istituti, è il timore dell’agenzia di rating Fitch, data la debolezza dell’economia e l’elevato indebitamento delle imprese.
Non girare quei soldi all’economia reale avrà solo un disincentivo minimo per le banche: dovranno restituirli anticipatamente a settembre 2016. Ma comunque, come nota Fitch, avranno beneficiato «di due anni di finanziamento a basso costo». E li avranno magari usati per comprare titoli di Stato.

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