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Prestiti in banca più garantiti

Garanzie new style per banche e finanziarie: si chiamano pegno non possessorio e patto marciano. Dovrebbero agevolare l’accesso delle imprese al crediti, anche se i beneficiari diretti delle norme sono proprio gli intermediari creditizi. In particolare con il patto marciano, se le imprese non pagano prestiti e rate, le banche possono rivalersi su capannoni e seconde case, senza passare dal giudice.

Per dare certezze ai creditori e creare un mercato regolamentato dei crediti deteriorati si crea, poi, un apposito Registro informatico. Completa il quadro la lenzuolata di modifiche per le espropriazioni immobiliari: preclusioni ad opposizioni, diritto di visionare il bene in vendita, acquisto per terzo da nominare, limite di tre tentativi. Sono questi i passaggi salienti del decreto legge 59/16, che prescrive disposizioni in materia di procedure esecutive e concorsuali.

Pegno non possessorio. Il pegno non possessorio ha lo scopo di consentire al debitore/imprenditore di utilizzare i beni costituiti in garanzia. Così l’imprenditore può accedere al credito, ma non perde la possibilità di lavorare gli stessi beni. Non solo. L’imprenditore conserva il diritto di vendere i beni pignorati, e trasferimento della garanzia sui proventi della vendita degli stessi. C’è un po’ di burocrazia: per costituire il pegno ci vuole l’iscrizione in un registro informatizzato costituito presso l’Agenzia delle entrate.

Patto marciano. Altra strada di accesso al credito per l’imprenditore, ma anche garanzia per le banche è il cosiddetto patto marciano, con cui si mette a garanzia un immobile. Con questa clausola si pattuisce che se l’imprenditore non restituisce il finanziamento, la proprietà dell’immobile passa alla banca, senza procedimenti giudiziari.

Il decreto prevede una serie di condizioni. Innanzitutto si precisa quando si verifica l’inadempimento per il caso di rimborsi del prestito a rate mensili: si passa ad escutere la garanzia se il mancato pagamento si protrae da oltre sei mesi di almeno tre rate anche non consecutive; se le rate sono superiori al mese, l’inadempimento si verifica per il mancato versamento anche di una sola rata per oltre sei mesi. Se è previsto il pagamento in unica soluzione, il mancato pagamento si verifica trascorsi sei mesi dalla scadenza del rimborso.

Per arrivare alla vendita ci sono alcuni passaggi. In caso di inadempimento, la banca deve notificare al debitore la dichiarazione di volersi avvalere della garanzia e chiedere al presidente del tribunale la nomina di un perito per la stima dell’immobile. La legittimità della clausola dipende dal fatto che al proprietario sarà versata l’eventuale differenza tra il valore di stima del diritto e l’ammontare del debito inadempiuto e delle spese di trasferimento. La clausola non può riguardare gli immobili adibiti ad abitazione principale del proprietario, del coniuge o di suoi familiari. Il patto marciano può essere pattuito anche successivamente alla stipulazione del contratto.

Registri. Il decreto promuove la creazione di un mercato dei crediti deteriorati, attraverso la circolazione delle informazioni per la stima dei valori dei crediti.

In particolare si dispone la creazione di un registro elettronico presso il ministero della giustizia contenente le informazioni sulle procedure esecutive, fallimenti, procedure di amministrazione giudiziaria, concordati preventivi, accordi di ristrutturazione e piani di risanamento.

Decreti ingiuntivi. Con il decreto ingiuntivo si ottiene, senza contraddittorio, l’ordine giudiziale di pagamento di somme dimostrate da prova scritta (come le scritture contabili dell’impresa). Se il debitore fa opposizione si incardina un processo ordinario con le sue lungaggini. Una misura per il creditore è la provvisoria esecuzione, quindi questi può pignorare anche il giudizio è ancora in corso (e questo è un deterrente per i debitori).

Il decreto rafforza la possibilità di ottenere la provvisoria esecutività: nel caso in cui il debitore contesti un credito solo parzialmente, il giudice diventa obbligato a concedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto sulla parte non contestata.

Esecuzioni. Deadline per opporsi alle esecuzioni. Il decreto prevede l’inammissibilità dell’opposizione all’esecuzione per espropriazione (art. 615 cpc) se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione del bene pignorato. L’opposizione può essere proposta oltre il termine nel caso sia fondata su fatti sopravvenuti o se l’interessato dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile. Di questa preclusione si deve dare avviso nell’atto di pignoramento. Rimane fermo il termine di 20 giorni previsto per l’opposizione agli atti esecutivi (art. 617 cpc).

Nel caso in cui la vendita sia affidata a un commissionario, il numero complessivo dei tentativi di vendita non può essere superiore a tre.

Si semplifica l’iter di liberazione dell’immobile pignorato: il dl prevede l’esecuzione a cura del custode secondo le disposizioni del giudice, anche senza l’osservanza delle formalità previste per l’esecuzione per consegna o rilascio (art. 605 cpc). Si prevede il diritto degli interessati a presentare un’offerta di acquisto di esaminare i beni in vendita entro sette giorni dalla richiesta. La richiesta sarà da inoltrare tramite il portale delle vendite pubbliche. La norma prevede precauzioni tese a garantire la riservatezza degli interessati e a impedire contatti tra loro.

Le vendite di beni immobili pignorato devono svolgersi obbligatoriamente con modalità telematiche. Si prevede la possibilità che il bene pignorato sia assegnato a favore di un terzo da nominare.

Il creditore assegnatario a favore di un terzo dovrà dichiarare in cancelleria, nei cinque giorni dalla pronuncia in udienza del provvedimento di assegnazione oppure dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito l’immobile, depositando la dichiarazione del terzo di volerne profittare. In mancanza, il trasferimento sarà fatto a favore del creditore. Si prevede la facoltà per il giudice, al terzo tentativo di vendita andato deserto e in mancanza di istanze di assegnazione, di fissare un prezzo base inferiore al precedente fino al limite della metà.

I giudici dell’esecuzione e i professionisti delegati possono effettuare distribuzioni anche parziali delle somme ricavate dall’esecuzione immobiliare.

Il professionista delegato alla vendita deve depositare un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte entro dieci giorni dalla pronuncia dell’ordinanza di vendita e poi rapporti periodici semestrali.

Calendario. Le disposizioni sulla decadenza dell’opposizione all’esecuzione e sul relativo avviso nell’atto di pignoramento si applicano ai procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione iniziati successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto. La disposizione sulla semplificazione delle procedure di rilascio si applica agli ordini di liberazione disposti, nei procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, successivamente al decorso del termine di 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

La disposizione sullo svolgimento in forma telematica delle vendite si applica alle vendite forzate di beni immobili disposte dopo il sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. Le disposizioni sull’acquisto a favore di un terzo si applicano alle istanze di assegnazione presentate, nei procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, successivamente al decorso del termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Ai fini dell’applicazione della disposizione sulla possibilità di abbassare il prezzo fino alla metà dopo il terzo tentativo, si tiene conto, per il computo del numero degli esperimenti di vendita anche di quelli svolti prima dell’entrata in vigore del decreto.

Fallimenti. Più informazioni ai curatori fallimentari per recuperare un credito della procedura. Secondo il dl il curatore, il commissario e il liquidatore giudiziale possono accedere con modalità telematiche ai dati relativi ai soggetti debitori di procedure concorsuali per il recupero o la cessione dei crediti, anche in mancanza di titolo esecutivo nei confronti del debitore. Le norme si riferiscono anche all’anagrafe dei conti bancari.

Per velocizzare i tempi si prevede la possibilità di costituire il comitato dei creditori anche in via telematica e non è necessario convocare i componenti presso il curatore. Il giudice delegato può stabilire che l’udienza sia svolta in via telematica: bisogna preservare il diritto di partecipare e ci si può avvalere di terzi fornitori di servizi informatici. Il curatore potrà essere revocato per il mancato rispetto dell’obbligo di presentare un progetto di ripartizione delle somme tutte le volte che sono disponibili somme per la ripartizione ai creditori. L’adunanza dei creditori si può svolgere in via telematica.

Antonio Ciccia Messina

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