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Prestiti alle imprese in netto calo

Crescono (meglio, accelerano) le sofferenze bancarie, da un lato. E, dall’altro, diminuiscono i prestiti alle imprese. È questo, in larga sintesi, lo scenario che salta fuori dai dati pubblicati ieri dalla Banca d’Italia.
Le sofferenze di sistema
Sfogliando tra le tabelle del supplemento al Bollettino statistico (Moneta e Banche), le stime sulle sofferenze bancarie lorde in agosto indicano il valore di 115,86 miliardi (65,763 quelle al valore di realizzo). Un livello record di crediti verso soggetti insolventi (o in situazione equiparabile) che, rispetto allo stesso mese del 2011, è in rialzo del 15,6%. Cioè, il tasso di crescita è in accelerazione: in luglio, infatti, l’incremento si era attestato al 15,4%. In particolare, analizzando ai raggi X i numeri di Bankitalia, sono cresciute (e non stupisce poi troppo) le sofferenze lorde nei confronti delle imprese: erano 75,776 miliardi al 31/7/2012; un mese dopo lo stock è arrivato a 77,159. Un balzo, a ben vedere, che non si riscontra così elevato tra gli altri attori economici: i crediti di fatto inesigibili dalle famiglie sono passati da 26,392 miliardi (in luglio) ai 26,505 di agosto. Praticamente invariato, invece, il dato sulla Pubblica Amministrazione (299 milioni) e quello sulle cosiddette famiglie produttrici: cioè, dalle imprese individuali alle società semplici o di fatto fino alle aziende con 5 dipendenti. Ebbene, anche qui le sofferenze sono salite ma “solamente” da 10,49 miliardi di fine maggio ai 10,748 di agosto.
I prestiti
Se questo, in linea di massima, è lo stato dell’arte sui non performing loan nel Belpaese, quale però l’andamento dei prestiti erogati dalle banche stesse all’economia? Per rispondere viene in aiuto sempre Banca d’Italia. Secondo le “Principali voci dei bilanci bancari”, pubblicato ieri, nell’agosto scorso i soldi prestati alle società non finanziarie sono scesi dell’1,9%, rispetto allo stesso mese di un anno fa. Il calo, a dire il vero, prosegue da un po’ di tempo: in maggio era stato dello 0,4%; a giugno era cresciuto (-1,5%) per, poi, tirare un po’ il freno in luglio (-1%). Ora l’ulteriore accelerazione. «È lo specchio – commenta Vincenzo Boccia, Vice Presidente di Confindustria e Presidente Piccola Industria – della crisi economica» che morde sempre di più. A ben vedere, come mostrano le moratorie sul debito, «lo sforzo del mondo del credito verso l’impresa, seppur si possa sempre migliorare, c’è stato». Ciò detto, «il calo dei consumi in Italia è innegabile; così come la sovracapacità produttiva del sistema. Senza dimenticare, poi, il costo del debito ancora troppo alto». Ma qui, è innegabile, si sconta il rischio-Paese. In un simile scenario, alla fine, ben può comprendersi perché ci sia una certa “ansia” nell’affrontare nuovi investimenti. Da cui, non è fantasia ipotizzare lo stesso effetto del calo dei prestiti. Ciò detto, come uscirne? «L’unica strategia – risponde Boccia – è il sostegno alla crescita». Una strada che forse, sulla scia delle mosse anti-spread della Banca centrale europea, gli istituti di credito paiono imboccare. Sempre secondo Bankitalia, in agosto i principali tassi d’interesse bancari (4,55% fino a 1 milione e 2,67% oltre quella cifra) sui finanziamenti alle aziende sono scesi. Si vedrà se è una rondine che fa primavera.

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