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Prestiti alle imprese ancora in frenata, in ripresa solo i mutui

Tra aprile e giugno 2013 le politiche di offerta dei prestiti alle imprese sono divenute lievemente più restrittive, per effetto delle prospettive sfavorevoli per l’attività economica e del maggiore rischio di credito collegato allo scenario economico. È quanto spiega la Banca d’Italia nel suo commento ai risultati della parte italiana della Bank lending survey, condotta in ambito Bce. Questa stretta sull’offerta di credito sembra tuttavia destinata a cessare in questo terzo trimestre dell’anno, rimarca ancora via Nazionale che nell’indagine, conclusasi l’otto luglio scorso, ha “sondato” otto tra i principali gruppi creditizi italiani. Bankitalia rileva poi che si è invece interrotto l’effetto di stretta creditizia sui mutui alle famiglie che intendono acquistare le case; è un aspetto che viene attribuito ad un outlook meno sfavorevole per il mercato immobiliare. Non solo: secondo le aziende di credito italiane queste condizioni meno tese dovrebbero permanere anche nel trimestre in corso. Le banche confermano una perdurante debolezza della domanda di prestiti tra aprile e giugno per via di una flessione nella domanda di investimenti e per la bassa fiducia dei consumatori: tutti elementi che nella diagnosi delle aziende di credito portano a prevedere una bassa domanda di prestiti anche per i mesi compresi fra luglio e settembre. Infine, migliorano per le banche italiane le condizioni di accesso al finanziamento all’ingrosso, grazie all’allentamento delle condizioni sul mercato del debito sovrano. Va detto, tuttavia, che se si guarda all’intera Eurolandia, le condizioni dell’offerta di credito risultano leggermente meno restrittive che nel nostro paese. Infatti, secondo i dati del complesso dell’Eurozona,la percentuale di banche che riportano un irrigidimento delle condizioni dei loro prestiti alle imprese è rimasta stabile nel secondo trimestre, al 7%; nella media delle banche di Eurolandia si nota poi un miglioramento dei giudizi relativi alle prospettive dell’economia (quelle che percepiscono un rischio nelle condizioni macroeconomiche scendono al 12%, contro il precedente 16%) mentre le valutazioni sull’outlook delle imprese da parte di tutte le banche dell’eurozona sono lievemente peggiorate (i giudizi preoccupati salgono al 22% contro il precedente 20%). Il problema del credit crunch in Italia preoccupa molto il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, che ieri ha incontrato presidente e direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli e Giovanni Sabatini, e ha chiesto ai rappresentanti delle banche uno «sforzo straordinario per supportare al meglio le imprese italiane». Dal canto suo, il presidente dell’Abi ha ricordato «le iniziative delle banche a sostegno delle imprese, a partire dalla moratoria più volte prorogata e ora rinnovata con l’Accordo per il credito 2013» e ha chiesto di «rafforzare i fondi di garanzia, convogliandovi più risorse nazionali e locali e rendendo le procedure più semplici ed efficienti». Secondo l’Abi, sarebbe utile il ricorso a «garanzie parziali da parte dello Stato, che avrebbero un elevato moltiplicatore a favore di finanziamenti per l’economia reale».

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