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Prestiti al consumo, stretta sul merito. Prodotti venduti online più sicuri

Norme più efficaci per valutare le capacità di un consumatore di rimborsare il credito ottenuto. E nuove regole a garanzia della sicurezza dei prodotti venduti online. La commissione europea ha proposto il 30 giugno scorso la revisione di due direttive Ue: la 2001/95/CE e la 2008/48/CE. Il restyling è teso a rafforzare i diritti dei consumatori in un mondo ridefinito dalla digitalizzazione e dalla pandemia da Covid-19: il mercato vede le vendite online crescere costantemente da 20 anni e, nel solo 2020, ha visto il 71% dei consumatori acquistare via web, soprattutto nuovi prodotti tecnologici. Obiettivo del restyling normativo, dunque, è potenziare la rete di sicurezza a tutela dei consumatori, ad esempio facendo in modo che i prodotti pericolosi siano richiamati e che le offerte sul credito al consumo siano presentate ai potenziali clienti in maniera chiara e facilmente leggibile su dispositivi digitali. Andiamo con ordine.

Il nuovo regolamento proposto sulla sicurezza generale dei prodotti tratta dei rischi connessi ai nuovi prodotti tecnologici – ad esempio quelli per la sicurezza informatica – e agli acquisti online mediante l’introduzione di norme ad hoc. Garantirà che tutti i beni che i consumatori Ue si procurano sui mercati online o nel negozio sotto casa siano sicuri, indipendentemente dal fatto che provengano dall’Ue o da paesi terzi. Il nuovo regolamento assicurerà, inoltre, che i mercati adempiano i propri obblighi in modo tale che i consumatori non finiscano per maneggiare prodotti pericolosi.about:blank

La revisione della direttiva sul credito al consumo, invece, prevede che le informazioni relative ai crediti debbano essere presentate in maniera chiara e adeguata ai dispositivi digitali, cosicché i consumatori capiscano quale impegno stanno assumendo con la loro firma. Inoltre, la direttiva migliorerà le norme per la valutazione del merito creditizio, ossia la capacità di un consumatore di rimborsare il credito ottenuto. Lo scopo è evitare il problema dell’indebitamento eccessivo. Il regolamento imporrà agli stati Ue anche l’obbligo di promuovere l’educazione finanziaria e di garantire che sia messa a disposizione dei consumatori una consulenza in materia di debito.

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