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Prestiti a tasso zero in favore delle imprese che innovano

Il nuovo Smart & Start si estende a tutto il territorio nazionale e riparte grazie a 200 milioni di euro circa di stanziamento iniziale. Lo strumento, che finanzia oltre agli investimenti, anche le spese di gestione, è utilizzabile dalle imprese esistenti, da quelle di nuova costituzione e può essere attivato anche dalle persone fisiche che intendano costituire un’impresa e subordinano la loro volontà all’ottenimento delle agevolazioni. Con la pubblicazione del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 24 settembre 2014, avvenuta sulla Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, è stato lanciato il primo importante strumento nazionale a favore delle start-up innovative. Queste sono le imprese iscritte o che si iscriveranno nell’apposita sezione del registro imprese. Le imprese potranno richiedere un finanziamento a tasso zero, a copertura di un programma di investimento e dei costi di gestione per due anni. I soggetti ubicati nelle regioni del Mezzogiorno potranno anche beneficiare di una parte di contributo a fondo perduto. Altra conseguenza del riordino degli incentivi è la chiusura del vecchio incentivo Smart & Start che operava a sportello nelle sole regioni del Mezzogiorno e finanziava le iniziative innovative, eventualmente anche non promosse da start-up innovative. A partire dal 14 novembre 2014, le agevolazioni previste dai decreti ministeriali 6 marzo 2013 e 30 ottobre 2013 non sono più accessibili. Lo sportello di accesso al nuovo strumento di agevolazione sarà aperto solamente a partire dalla data indicata in un’apposita circolare ministeriale di prossima adozione. La gestione dell’intervento sarà affidata ancora a Invitalia.

Possibile accedere anche come persone fisiche. L’agevolazione è riservata alle start-up innovative, costituite da non più di 48 mesi così come previsto dal decreto-legge n. 179/2012. Le imprese devono risultare di piccola dimensione e devono avere sede legale e operativa su tutto il territorio nazionale. Il grande vantaggio di questo strumento è che possono presentare domanda anche le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, ivi compresi i cittadini stranieri in possesso del visto start-up. In questo caso l’impresa dovrà essere formalmente costituita entro e non oltre 60 giorni dalla comunicazione di ammissione. Quindi, un gruppo di persone che intendono costituire una nuova società possono presentare domanda senza essere costretti ad anticiparne la costituzione e i relativi costi che potranno essere rimandati al momento in cui ci sarà la certezza dell’ottenimento dell’agevolazione. Stesso vantaggio è riservato anche agli stranieri in possesso del visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro autonomo, rilasciato, ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 novembre 2013, ai cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero che intendono costituire un’impresa start-up innovativa.

Accesso vietato a chi si ricicla per ottenere l’aiuto. Non sarà permesso l’accesso a quelle imprese che risultano controllate da soci a loro volta controllanti imprese che abbiano cessato, nei 12 mesi precedenti la data di presentazione della richiesta, un’attività analoga a quella cui si riferisce la domanda di agevolazione. Questo impedirà la riapertura di attività già esistenti volta esclusivamente ad acquisire l’agevolazione, altrimenti non spettante.

Richiesta una spesa minima di 100 mila euro. Le domande di finanziamento dovranno riguardare piani di spesa compresi tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro. I piani di impresa dovranno essere caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo oppure mirati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale oppure finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

Finanziamento a tasso zero pari al 70% delle spese. L’agevolazione ottenibile consiste di un finanziamento agevolato, senza interessi, nella forma della sovvenzione rimborsabile, per un importo pari al 70% delle spese ammissibili.

In caso di start-up interamente costituita da giovani di età non superiore ai 35 anni e/o da donne, o che prevede la presenza di almeno un esperto, in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di sei anni e impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio, l’importo del finanziamento agevolato è elevato all’80%. Le start-up innovative localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e nel territorio del cratere sismico aquilano dovranno restituire soltanto l’80% dell’importo del finanziamento agevolato concesso; questo significa che la restante quota del 20% si tradurrà in un contributo a fondo perduto.

Tutoraggio per le imprese di recente costituzione. Oltre al finanziamento a tasso zero, è previsto anche il rilascio di servizi di tutoraggio tecnico-gestionale, riservato alle sole imprese costituite da non più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Il tutoraggio è finalizzato a trasferire alle start-up innovative le competenze specialistiche, strategiche per il miglior esito delle iniziative finanziate, negli ambiti tematici di maggiore interesse e rilevanza per le start-up innovative, con particolare riferimento alla corretta fruizione delle agevolazioni, all’accesso al mercato dei capitali, al marketing, all’organizzazione e risorse umane, all’innovazione e trasferimento tecnologico. Ciascuna impresa può beneficiare di servizi per un valore equivalente a 7.500 euro, elevabile a 15 mila euro all’interno delle aree che beneficiano anche di una quota di contributo a fondo perduto.

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