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Pressing sulla tassazione Ue

La roadmap fiscale dell’Ecofin parte dall’Iva, web tax e imposta comune sulle società. Nonostante gli ostacoli causati dalla pandemia di Covid-19, durante il mandato della presidenza croata del Consiglio, con Zdravko Maric, ministro delle finanze della Croazia Europeo sono proseguiti i lavori su una serie di questioni fiscali fondamentali. È stato quindi pubblicato il tradizionale report che dell’Ecofin al Consiglio europeo sulle questioni fiscali che deve ancora essere adottato formalmente. Per quando riguarda le future iniziative nella tassazione dell’Ue, nell’ambito del rilancio della proposta di base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società (Cctb) del 2011, la Commissione ha presentato proposte di direttive del Consiglio relative a una base imponibile comune per l’imposta sulle società. Le discussioni successive durante la Presidenza austriaca, rumena e finlandese hanno tuttavia rivelato una divergenza di opinioni tra le delegazioni su tre gruppi di questioni: se estendere o meno il campo di applicazione a tutte le imprese o ad una gamma più ampia di imprese come affrontare le disposizioni antielusione e come affrontare gli incentivi fiscali proposti (in merito a ricerca e sviluppo), pregiudicando così ulteriori progressi a livello tecnico.

Nel pacchetto «Fiscalità digitale», come sottolineato dalla risoluzione del Consiglio di ieri rimane «la necessità di adattare i nostri sistemi di tassazione all’era digitale, garantendo al tempo stesso un’equa e la tassazione effettiva». Il Consiglio ha adottato le conclusioni sulla revisione della direttiva sulla cooperazione amministrativa. La prima direttiva sulla cooperazione amministrativa (CAS) è stata adottata nel 2011. Da allora, il campo d’applicazione della direttiva è stato ampliato in cinque occasioni e ora comprende anche lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali sulle informazioni relative ai conti finanziari, decisioni fiscali transfrontaliere e accordi di prezzi anticipati, report per paese che forniscono alcune informazioni finanziarie riguardanti le più grandi multinazionali, arrivando infine alle informazioni sugli accordi di pianificazione fiscale transfrontaliera potenzialmente aggressivi. Durante il semestre croato è quindi stato adottato un pacchetto normativo sull’obbligo di trasmissione e lo scambio obbligatorio di informazioni sui pagamenti rilevanti ai fini dell’IVA (carte di credito) che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda l’introduzione di taluni requisiti per i prestatori di servizi di pagamento e nel regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto riguarda le misure volte a rafforzare la cooperazione amministrativa al fine di combattere le frodi in materia di Iva. Durante il semestre è stata quindi approvata la modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda il regime speciale per le piccole imprese e il regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto riguarda la cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni ai fini del controllo della corretta applicazione del regime speciale per le piccole imprese. Il Consiglio ha quindi completato i negoziati sulla modifica della direttiva 2011/16/UE per far fronte alla necessità di rinviare i termini per lo scambio di informazioni fiscali a causa della pandemia. Ha esaminato le proposte di rinvio dei termini in relazione al pacchetto sul commercio elettronico dell’IVA ed ha discusso la tassazione digitale al fine di fare un bilancio dei negoziati dell’Ocse sulle soluzioni alle sfide fiscali dell’economia digitale e ha considerato la via da seguire per l’Ue.

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