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Pressing sul decreto sviluppo

Continua il pressing per portare al traguardo il pacchetto sviluppo ma solo oggi, nel corso del preconsiglio dei ministri, si potrà conoscere una risposta definitiva sulle coperture necessarie. Sulla proposta dello Sviluppo economico di recuperare circa 200 milioni adeguando la tassazione sulle compagnie assicurative straniere a quelle italiane (si veda Il Sole 24 Ore di domenica) il ministero dell’Economia non avrebbe sciolto tutte le riserve, anche in considerazione di eventuali effetti sulle strategie di gruppi esteri operanti nel nostro paese. Pesa però il “pressing” che in questi ultimi giorni si sta cementando per superare le tensioni tra ministeri e le obiezioni della Ragioneria dello stato e dare almeno una prima risposta sulla crescita.
Lo Sviluppo economico ha su questo punto l’appoggio di ministero dell’Ambiente e del ministero dell’Agricoltura che hanno inserito nelle varie bozze misure di loro competenza. Non solo. Negli ultimi giorni sarebbero arrivate alla presidenza del consiglio proposte emendative anche di altri ministeri come la Salute, per sbloccare i concorsi per le nuove farmacie, e la Coesione territoriale per dare più spazio al Mezzogiorno praticamente assente nelle prime versioni dei due decreti in cottura (incentivi-sviluppo e infrastrutture).
La riunione di oggi sarà decisiva per capire se si può procedere anche su questi temi e approdare al consiglio dei ministri nei prossimi giorni (l’ipotesi è venerdì). Se invece dovessero emergere ulteriori difficoltà o la necessità di maggiori approfondimenti, potrebbe saltare del tutto la convocazione del consiglio dei ministri in questa settimana. «Non so se è stato convocato il Consiglio dei ministri e per quando arriverà. Ma credo che si stia stringendo» ha risposto ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a chi durante la visita a Varsavia gli chiedeva dei tempi per sbloccare il pacchetto. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera dal canto suo conferma l’ottimismo: «Il decreto a cui stiamo lavorando in questi giorni vi assicuro verrà fuori» ha detto nel corso di un convegno a Milano.
Di certo il ministero di via Veneto ha progressivamente aggiustato il tiro dopo le difficoltà tecniche giunte, con diverse motivazioni, dal ministero dell’Economia, dalla Ragioneria e dalla stessa presidenza del consiglio. Difficile ottenere tutto e subito anche in considerazione dell’emergenza terremoto, della spending review ancora da completare e degli ultimi sviluppi del caso-Spagna e della crisi internazionale. Insomma, prende sempre più quota lo spacchettamento degli interventi in due fasi: subito quelli a costo zero o con coperture certe e “bollinate”, solo dopo quelli più costosi come un vero credito di imposta per gli investimenti in ricerca.

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