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Pressing Isvap, subito il riassetto FonSai

di Riccardo Sabbatini

L'Isvap mantiene il pressing su Premafin mentre Fonsai discute in consiglio la relazione dei sindaci su cui, peraltro, i magistrati di Milano continuano a lavorare. Non passa giorno che il salvataggio della compagnia ancora appartenente alla famiglia Ligresti non si arricchisca di novità che mettano in risalto, acuendole, le sue principali caratteristiche: l'urgenza dei tempi e la complessità.
Ieri incontrando, su loro richiesta, il Presidente di Premafin Giulia Ligresti ed il direttore generale Andrea Novarese, l'Isvap ha ancora una volta chiesto alla holding controllante il gruppo Fonsai di fare presto e di convocare alla svelta l'assemblea che verrà chiamata ad autorizzare l'aumento di capitale riservato ad Unipol (400 milioni) per permettere a sua volta alla finanziaria di prendere parte alla patrimonializzazione del gruppo assicurativo per la quota di sua competenza (35%). I dirigenti di Premafin hanno ribattuto che non stanno battendo la fiacca, che la ritardata convocazione del consiglio di amministrazione al 30 marzo per approvare i conti annuali è dipesa dalla complessità della verifica sull'impairment (svalutazione) della partecipazione in Fonsai, il suo unico asset societario, attualmente in bilancio alla cifra stratosferica di oltre 7 euro.
Ligresti e Novarese hanno in qualche modo ribaltato la richiesta a stringere i tempi sulle authority impegnate nella vicenda augurandosi, nel corso dell'incontro, una più chiara cornice regolamentare. Fuor di metafora, che le autorizzazioni attese da Isvap e Consob giungano in fretta. Più facile a dirsi che a farsi, soprattutto ora che la magistratura, con le iniziative del Pm milanese Luigi Orsi (che ieri ha sentito anche i revisori del gruppo Fonsai), sta accentuando la sua pressione sulla vicenda.
Con che prospettive? È una problematica che si ricollega alla lunga relazione dei sindaci sulle "anomalie" della gestione Ligresti, ieri all'esame del Cda di Fonsai. Il comunicato della riunione verrà pubblicato oggi per la necessità di aggiungere i chiarimenti richiesti dalla Consob alle relazione integrativa dell'esercizio (su riserve, immobili, procedure contabili, riserve patrimoniali). Ma già ieri il Cda ha deciso di affidare ai consiglieri indipendenti il compito di indicare una rosa di advisor (legali, finanziari, immobiliari) con il compito di approfondire le questioni che i sindaci hanno posto al consiglio. Ma l'ultima parola – recita l'articolo 2408 del codice civile – sarà comunque a loro visto che dovranno presentare proposte all'assemblea di bilancio (24 aprile). Di tempo non ce n'è molto in considerazione del lavoro che verrà affidato ai consulenti (soprattutto nella valutazione delle operazioni immobiliari). I sindaci potrebbero "assolvere" la passata gestione, concentrare su alcuni nomi le responsabilità delle operazioni dubbie, oppure sparare ad alzo zero. E loro stessi, peraltro, potrebbero essere chiamati in causa per aver mal vigilato sulla società. In controluce, in aggiunta alle iniziative che magistratura, Isvap e Consob potrebbero prendere, vi sono anche quelle spettanti ai soci, anche di minoranza, ed all'assemblea (azione di responsabilità o denuncia in tribunale per gravi irregolarità).
In questo scenario ancora confuso si colloca il rinnovo degli organi societari in programma al prossimo meeting. Sembrava che fosse un tragitto già segnato con la conferma degli attuali amministratori (con l'eccezione di un'eventuale lista di minoranza) in attesa che, a ricapitalizzazione avvenuta, arrivassero gli uomini indicati dall'Unipol. Ma forse potrebbe esservi un cambio di programma con l'uscita di scena anticipata, già con l'assemblea, degli esponenti più in vista della vecchia gestione per mettere al riparo la società da eventuali iniziative (anche da parte della magistratura). Il tempo stringe – le liste dei candidati vanno presentate entro giovedì – mentre aumenta la complessità da gestire.

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