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Il pressing dell’AgCom su Vivendi “Vedremo se condiziona Mediaset”

Silvio Berlusconi e il sistema Italia partono all’attacco contro Vivendi. «La scalata dei francesi è un’estorsione e un ricatto – dice il leader di Forza Italia – non riesco a immaginare una Mediaset non guidata dalla mia famiglia. Siamo in battaglia ». Arcore insomma ha alzato le barricate e grazie al pressing sulle istituzioni inizia pure a trovare qualche prezioso alleato: l’AgCom – il Garante per le Comunicazioni – apre un’istruttoria sulla legittimità della scalata dei francesi. Mentre Arnaud de Puyfountaine, ad del gruppo transalpino, volerà domani a Roma per incontrare i vertici della Consob, impegnati in «accertamenti a tutto campo » sull’operazione. Due azioni di disturbo la cui efficacia in chiave anti-francese (in teoria non altissima) si misurerà meglio nelle prossime settimane.
La partita per il Biscione resta comunque in salita. E a testimoniarlo c’è addirittura un inedito Berlusconi che affida il suo futuro e quello del suo impero televisivo alla benevolenza dei giudici: «Devono darci ragione nelle cause contro Vivendi che per tre volte non ha rispettato la parola data – ha detto alla presentazione del libro di Bruno Vespa – E’ qualcosa che non si può accettare». L’ex premier non ha nemmeno perso del tutto la speranza di riuscire a blindare il controllo di Mediaset in Borsa. Fininivest ha raggiunto il 38,27% e «ci troviamo nell’assurda situazione di non poter fare acquisto di azioni perché la legge italiana impone che un socio possa comprare solo il 5% all’anno», ha ricordato. Ma non tutto è perso, ha aggiunto: «Per arrivare al 51% io spero che quei comitati per la difesa dell’italianità di Mediaset possano portarci a contare sul voto di circa il 20% delle azioni che sono nelle mani di differenti azionisti ». Chi siano questi comitati evocati da Berlusconi o i soci pronti a sostenere la Fininvest non si sa. Ma se ci fossero davvero, il rischio è che la Consob possa ravvisare un’operazione di concerto con Arcore e obbligare il Biscione a lanciare un’Opa. La Borsa comunque fiuta ancora aria di battaglia, anche perché Vivendi dovrebbe salire a breve dal 25,7 al 30% del capitale: i titoli Mediaset sono saliti ieri di un altro 2,8% con il 6% del capitale passato di mano.
Il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom), da ieri indaga per verificare se i francesi esercitano già oggi un «condizionamento strategico» sulla rotta industriale di Mediaset. Il condizionamento non richiede necessariamente che Vivendi abbia una quota maggioritaria nel Biscione. In linea teorica, questa influenza potrebbe già essere in atto. Ma i francesi che non hanno un solo rappresentante nel cda di Mediaset – sono pronti a negare un ruolo sulle scelte chiave del gruppo tv. I giochi sono aperti.
Alla fine del percorso, l’Ag-Com potrebbe inviare una diffida a Vivendi, che verrebbe invitata ad attuare «misure deconcentrative » come condizione per avere un quota forte in Mediaset e il controllo (quello già in atto)su Telecom Italia. Misure deconcentrative vuol dire vendere alcune delle proprietà del Biscione. Principale candidata alla cessione è la pay-tv Mediaset Premium. Ma tecnici dell’AgCom ritengono che la cessione secca di Premium non sia sufficiente a sanare la situazione. Sarebbe necessario cedere anche dell’altro.
Vendere a chi, poi? Vivendi potrebbe cedere sia l’italiana Premium e la loro pay-tv francese Canal+ ad una società nuova. In questa società si accontenterebbero di una quota minoritaria sancendo che non ne sono i proprietari.

Aldo Fontanarosa e Ettore Livini

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