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Prescrizione sprint sulle rendite

Torna la prescrizione sprint sulle rendite Inail. Fare domanda infatti non garantisce più lo stop della decorrenza del triennio di prescrizione fino alla decisione dell’Inail, ma solo per 150 giorni passati i quali il triennio riprende a decorrere anche se l’Inail non si è pronunciato. La novità, che si applica a tutti i casi dal 19 settembre, è illustrata dall’Inail nella circolare n. 42/2013.

Correva l’anno 2000. Il nuovo criterio rimpiazza un indirizzo operativo da oltre un decennio; come allora anche adesso le nuove regole scaturiscono dal cambio di orientamento giurisprudenziale. A seguito della sentenza n. 783/1999 della Corte di cassazione a sezioni unite, l’Inail con nota dell’11 febbraio 2000 stabiliva due novità:

a) attribuiva efficacia interruttiva della prescrizione del diritto a una prestazione alla domanda di liquidazione della prestazione stessa e agli atti stragiudiziali di esercizio del diritto;

b) disponeva che l’effetto interruttivo valeva per tutta la durata del procedimento amministrativo e fino alla sua definizione.

In altre parole, la sola presentazione della domanda per il riconoscimento della prestazione bastava a garantire la permanenza del diritto (alla prestazione), mediante lo stop permanente del termine triennale di prescrizione fino alla decisione dell’Inail. Secondo questo orientamento, quindi, la norma (art. 111 del dpr n. 1124/1965) che impone all’Inail il termine di 150 giorni entro cui concludere il procedimento amministrativo non influenza la prescrizione, la quale rimaneva sospesa durante tutto il perdurare del procedimento amministrativo di liquidazione (anche se oltre i 150 giorni).

Dal 19 settembre 2013. Nel corso di questi anni tuttavia la Cassazione ha cambiato orientamento e, abbandonato il predetto principio, ne ha affermato un altro il quale, reinterpretando l’articolo 111 del Testo unico Inail, ritiene che la durata imposta al procedimento amministrativo influisca sulla decorrenza del termine di prescrizione. In particolare spiega l’Inail il nuovo principio di diritto afferma che «anche dopo la sentenza 783/1999, l’articolo 111?, va interpretato nel senso che il decorso dei 150 giorni per la liquidazione in via amministrativa della prestazione indennitaria?, senza che l’istituto si sia pronunciato, comporta il formarsi del silenzio-rigetto, e quindi l’esaurimento del procedimento amministrativo e, con esso, la cessazione della sospensione della prescrizione». In altre parole, una volta presentata la domanda, il decorso della prescrizione si interrompe soltanto per 150 giorni se l’Inail non si pronuncia, decorsi i quali la prescrizione ricomincia a decorrere (la sospensione è di 210 giorni quando la domanda è relativa alla revisione della rendita). Pertanto, dopo tale termine, si rende necessario un nuovo atto (per esempio un sollecito) se si vuole effettuare una nuova interruzione della prescrizione.

Infine, l’Inail precisa che il nuovo criterio vale per i casi futuri, nonché a quelli in istruttoria e a quelli per i quali sono in atto controversie amministrative o giudiziarie non prescritte o decise con sentenza passato in giudicato.

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