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Prescrizione sospesa dall’altro processo

L’impegno del difensore in un altro procedimento deve essere considerato un legittimo impedimento. Ad affermarlo, sciogliendo i dubbi sul tema, sono state le Sezioni unite con la sentenza 4909/2015, depositata ieri. Ma il conseguente diritto a ottenere il congelamento della prescrizione, solo per un massimo di 60 giorni, è condizionato.
Infatti il legale, per vedersi legittimamente riconosciuta l’assoluta impossibilità a comparire, deve informare il giudice del suo impedimento non appena viene a conoscenza della concomitanza degli impegni e indicare – in modo dettagliato – le ragioni che rendono essenziale la sua presenza in quello prescelto, senza possibilità di avvalersi di un codifensore che garantisca pari efficacia della difesa o di un sostituto da impiegare sia nel procedimento a cui intende partecipare sia in quello di cui chiede il rinvio.
Se si portano alla sua attenzione questi elementi, sarà il giudice – chiamato a decidere sul rinvio – ad accertare la prevalenza di una “convocazione” sull’altra. Per entrare nel raggio d’azione dell’articolo 420-ter, comma 5, del Codice di procedura penale (che regola l’assoluta impossibilità a comparire), l’impegno deve essere, infatti, obiettivamente più importante. La priorità «dell’esigenza difensiva nel procedimento “pregiudicante” » non può essere basata sull’opinione del difensore ma va ancorata a specifiche circostanze «sempreché non sussistano, ovviamente, contrarie ragioni di urgenza, che il giudice deve valutare con ponderata delibazione, nel necessario bilanciamento tra contrapposte esigenze».
I giudici sottolineano anche la particolare importanza della comunicazione tempestiva dell’impedimento. Obbligo giustificato dalla necessità di mettere il giudice nella condizione di individuare una nuova data per l’udienza, possibilmente evitando disagi alle altre parti o disfunzioni giudiziarie.
Se l’impegno coincidente è nella stessa sede giudiziaria o in una non lontana, alla valutazione di un possibile sostituto va aggiunta quella di una variazione di orario che faccia quadrare il cerchio, consentendo al difensore di essere presente ad entrambi i giudizi.
Qualunque diritto al rinvio sfuma se le regole non vengono rispettate. Tuttavia al giudice resta un margine di manovra: può, bilanciando esigenze di difesa e di giurisdizione, concedere uno slittamento. In tal caso non si tratterà però di un differimento per legittimo impedimento, ma di una semplice richiesta di rinvio, in modo da assicurare all’imputato l’assistenza del difensore che meglio conosce la vicenda processuale. Naturalmente questa seconda via fermerà il conteggio della prescrizione; non limitatamente ai 60 giorni a partire dalla fine dell’impedimento, ma per tutto il tempo del rinvio.
Con la sentenza di ieri le Sezioni unite hanno dunque considerato meno convincente l’orientamento secondo il quale il doppio impegno non poteva essere considerato un legittimo impedimento ma, al pari dell’adesione all’astensione dalla udienze, il frutto di una libera scelta che, benché legittima, dà diritto al rinvio della causa ma non alla limitazione dei tempi di prescrizione.

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