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Prescrizione, Severino avvia la riforma “Confronto con magistrati e avvocati”

ROMA — Paola Severino è intenzionata a dare una «soluzione equilibrata» al problema della prescrizione. Nuove norme che riescano «a contemperare lo stop alla prescrizione e il diritto dei cittadini a essere giudicati e non perdere un quarto della loro vita in attesa di una sentenza». Per questo le «piacerebbe un tavolo snello e veloce come quello che si è avuto per il ddl anticorruzione». Un luogo di confronto, spiega il ministro della Giustizia, che sfrutti «il monitoraggio che da tempo ho predisposto sul tema della prescrizione e della lunghezza dei processi». «Mi piacerebbe — ribadisce il Guardasigilli — che questo lavoro si traducesse in un confronto con tutte le categorie che possono dare un contributo: Anm, Csm e Unione delle camere penali».
La Severino esprime desideri e intenzioni, che confermano le anticipazioni di Repubblica, durante la conferenza stampa di presentazione del Rapporto del governo sulla corruzione. Un volume nella cui prefazione Mario Monti ha scritto che il provvedimento sulla corruzione «resta una priorità del governo» perché «il diffondersi delle pratiche corruttive mina la fiducia dei mercati e delle imprese, scoraggia gli investimenti dal-l’estero, determina quindi, tra i suoi molteplici effetti, una perdita di competitività del paese». Nella stessa sede Filippo Patroni Griffi, ministro della Funzione pubblica, spiega però che dalla legge di Stabilità potrebbe saltare la norma sul Commissario anticorruzione. Gianfranco Fini potrebbe dichiararla estranea alla materia e non ammetterla al voto.
Accanto alla Severino siede il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, che assicura che il governo sta già lavorando «velocemente » alle nuove norme sulla incandidabilità di chi ha condanne oltre i due anni per “fatti di grave allarme sociale”. Come recita la legge delega sulla corruzione in esame alla Camera. Il ministro assicura che l’intenzione «è di essere pronti per le prossime elezioni ». Ma fa però notare che il decreto legislativo potrà essere emanato solo dopo il sì definitivo della Camera e dopo i previsti pareri del Parlamento.
Restano sul tappeto altri temi come il falso in bilancio e il voto di scambio. Su quest’ultimo argomento, la Severino invita alla prudenza. È pronta — assicura — a discuterne in commissione al Senato alla prima occasione. Ma avverte che «è facile dire “interveniamo sul voto di scambio”, più difficile è tipizzare. Il problema è costruire una definizione della norma più ampia che non perda le sue connotazioni. Anche quando si parla di mafia occorre essere garantisti ».
Nel complesso sembra così sfumare l’idea di un decreto legge per accelerare su questi temi. Anche perché dal Pdl ricordano subito
che, almeno al Senato, il partito del Cavaliere ha ancora la maggioranza. E dunque, soprattutto sulla prescrizione, con buona pace della Severino, non sarà in questo finale di legislatura «che si riuscirà ad affrontare un tema del genere». Intanto il Csm lavora al parere sulle norme contro la corruzione in discussione alla Camera. Ieri la VI commissione dell’organo di autogoverno dei magistrati ha approvato il testo e domani se ne discuterà nel plenum. Il parere è positivo, ma i membri della commissione avrebbero sollevato alcune critiche sulle norme che riguardano la prescrizione e i magistrati fuori ruolo. «La riforma delle riforme è quella sulla prescrizione. Noi dobbiamo cambiare profondamente il meccanismo che oggi manda al macero 170mila processi l’anno», dice Michele Vietti.
Il vicepresidente del Csm esprime comunque un giudizio positivo sul testo anticorruzione. «Si può sempre fare meglio, ma nella mia esperienza istituzionale mi sono convinto che l’ottimo è nemico del bene», dice Vietti. L’Anm invece insiste nelle critiche: «Le criticità restano la concussione per induzione e il problema della prescrizione o ad esempio quello che non c’è, come il falso in bilancio », dice il presidente Rodolfo Sabelli.

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