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Prescrizione, no allo stop se l’imputato è incapace

Molto si dibatte di prescrizione anche per l’approvazione della legge di riforma appena approvata dalla camera che congela i termini in caso di condanna. Ora la Corte costituzionale, con la sentenza n. 45 depositata ieri e scritta da Giorgio Lattanzi, boccia la disposizione del Codice penale (articolo 159, primo comma) che blocca il decorso della prescrizione anche in caso di ormai irreversibile impossibilità dell’imputato di partecipare al processo.
La questione era stata sollevata dal Tribunale di Milano nell’ambito di un dibattimento a carico di una persona imputabile al momento del fatto, poi però risultata, a causa dell’aggravarsi delle condizioni psicofisiche nel corso del processo, in condizioni irreversibili di infermità mentale, tanto da escludere una partecipazione cosciente al procedimento.
Tra le norme costituzionali che il tribunale riteneva violate c’era l’articolo 3 perchè sarebbe irragionevole che alla condizione dell’imputato incapace in maniera irreversibile di partecipare al processo facciano seguito le stesse conseguenze giuridiche previste in caso di impedimenti solo transitori; inoltre, a venire compromessa, oltre che il diritto di difesa, sarebbe anche la funzione rieducativa della pena, inflitta dopo un processo risalente nel tempo e interrotto per gravi condizioni dell’imputato.
La Consulta sottolinea la paralisi processuale provocata da una sospensione a tempo indeterminato del giudizio. per l’aggravarsi delle condizioni dell’imputato. Paralisi che potrebbe cessare solo in caso di proscioglimento per effetto del maturare della prescrizione. Un’ipotesi però destinata a non verificarsi per effetto della sospensione dei termini. In questa situazione, a venire pregiudicata è la posizione dell’imputato che «rimarrà perennemente tale», esposto a una durata protratta e scandita da periodici controlli sulle condizioni di salute.
Per la Corte costituzionale, la sospensione può essere assimilata a una parentesi che, «una volta aperta, deve anche chiudersi, altrimenti si modifica la sua natura e si altera profondamente la fattispecie cui alla quale la sospensione si applica». Una sospensione della prescrizione che non ha scadenza rende di fatto imperscrittibile il reato per il quale si procede e provoca una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, per disparità di trattamento.

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