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Prescrizione, il legale risponde

Responsabilità professionale dell’avvocato, con conseguenziale obbligo al risarcimento del danno in favore del cliente, nell’ipotesi di mancato compimento degli atti interruttivi del termine di prescrizione: tale responsabilità è configurabile nonostante l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale sul punto.Lo ha chiarito la Cassazione nella sentenza n. 23449/2018, intervenendo sul ricorso di due legali avverso la decisione di merito che li condannava a causa della negligenza professionale manifestata nello svolgimento del mandato: i giudici della III sezione civile, nel respingerne le doglianze e ricordare che le obbligazioni inerenti l’esercizio dell’attività professionale sono obbligazioni di mezzi e non di risultato (assumendo, il professionista, l’incarico di prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato e non per conseguirlo), hanno evidenziato che ai fini del giudizio di responsabilità ciò che rileva sono le modalità con le quali viene svolta la propria attività, rapportate a un parametro di diligenza media. Rientra, sotto tale profilo, anche il compimento degli atti interruttivi della prescrizione del diritto del proprio cliente, atti che «di regola, non richiedono speciale capacità tecnica, salvo che, in relazione alla particolare situazione di fatto, che va liberamente apprezzata dal giudice di merito, si presenti incerto il calcolo del termine».

Nel caso di specie, tuttavia, non ricorrendo una simile ipotesi, si configurava responsabilità del professionista anche se il dubbio riguardava non già gli elementi di fatto in base ai quali calcolare il termine, bensì il termine stesso di prescrizione a causa della incertezza della norma giuridica da applicare: in materia di responsabilità professionale dell’avvocato, in caso di incertezza giurisprudenziale in ordine al computo del termine di prescrizione del diritto del cliente al risarcimento del danno, il mancato compimento di atti interruttivi, da parte del legale, con riferimento al termine prescrizionale più breve «implica violazione dell’obbligo di diligenza».

Argomentando in questo modo, hanno rigettato il ricorso e compensato le spese di giudizio tra le parti.

Adelaide Caravaglios

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