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Prepensionamenti: i calcoli di convenienza

Possono consentire alle aziende risparmi fino al 25% del costo del lavoro annuo gli accordi di prepensionamento previsti dalla riforma del 2012 (legge 92/2012, articolo 4, commi da 1 a 7-ter), che hanno ormai trovato tutte le regole applicative (circolari del ministero del Lavoro 24/2013 e 33/2013 e circolare Inps 119 del 1° agosto 2013).
Le imprese con più di 15 dipendenti devono valutare dunque se sia conveniente sostenere il costo di un’uscita anticipata dei lavoratori più anziani, dirigenti compresi, attraverso un accordo con i sindacati, a livello aziendale. I lavoratori, da parte loro, hanno la possibilità di accedere alla pensione prima della maturazione dei requisiti. Questi lavoratori, dal mese successivo all’ultima retribuzione e fino alla data della pensione, riceveranno dall’Inps, ma con onere a carico del datore di lavoro, una «prestazione» mensile e l’accredito della contribuzione figurativa.
Il test di convenienza
L’analisi di convenienza economica dell’accordo di prepensionamento inizia con la stima del costo del lavoro di riferimento del personale in esubero per ciascun anno che lo separa dalla pensione. A questo punto, l’azienda può valutare di aprire una procedura di mobilità (volontaria o involontaria), oppure procedere con incentivazioni all’esodo: in quest’ultimo caso, normalmente si riconoscono somme proporzionate al periodo che separa il lavoratore dal diritto alla pensione.
Un’alternativa è offerta dal l’articolo 4 della legge 92/2012, con gli accordi di prepensionamento. È una disposizione che dà luogo alla risoluzione del rapporto con la persona che entro i quattro anni successivi all’interruzione raggiunge i requisiti per la pensione (fase transitoria).
A fronte della risoluzione, l’azienda è chiamata a farsi carico del trattamento sostitutivo della pensione nella fase transitoria. A questo punto, per capire se l’uscita conviene o meno al l’azienda, bisogna mettere a confronto il costo del lavoro nel caso che il lavoratore continuasse a essere in organico, rispetto ai costi del trattamento “pensionistico” calcolato nella fase transitoria.
I casi concreti
Nei tre casi analizzati (a lato) il costo del lavoro annuo stimato per le tre tipologie di lavoratori ha un valore di 35.857 euro per l’operaio specializzato, 78.955 euro per l’impiegato, 156.139 euro per il dirigente. Per ottenere queste stime, oltre alla retribuzione lorda annuale, sono stati considerati i costi relativi ai contributi previdenziali e assicurativi, il Tfr, il valore delle ferie e dei permessi spettanti al lavoratore. Quest’ultima componente è stata inserita nel conteggio, nell’assunto che per l’azienda costituisca comunque un costo, sia nel caso di monetizzazione alla cessazione del rapporto, sia se si considera come un costo indiretto derivante dalla necessità di sostituire l’apporto lavorativo del dipendente nei periodi di assenza.
Il beneficio per l’azienda
Il secondo input dell’analisi è rappresentato dal valore del costo di prepensionamento. Nei tre casi analizzati il datore di lavoro, a fronte della cessazione del rapporto lavoro e dell’azzeramento del relativo costo, dovrà sostenere un costo annuo di prepensionamento del valore di 31.428 euro per l’operaio, 60.814 euro per l’impiegato, 116.205 euro per il dirigente.
Il costo del prepensionamento è composto dalla “provvista” (a sua volta divisa in prestazione e contribuzione figurativa da versare) e dall’onere per la stipula della fideiussione bancaria – obbligatoria – a garanzia della provvista stessa.
Il vantaggio per l’azienda è rappresentato dal fatto che la prestazionepensionistica spettante al momento del l’uscita è certamente inferiore rispetto alla retribuzione del lavoratore Quanto più è inferiore la pensione, tanto più ampio sarà il margine di risparmio che l’accordo di prepensionamento potrà garantire.
Dall’analisicosti-benefici, emerge che l’accordo di prepensionamento produce, in ottica aziendale, un beneficio netto complessivo che va da un minimo del 12% per l’operaio a un massimo del 25,5% del costo del lavoro per il dirigente.

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