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Prende forma il Brevetto unico europeo. Tribunale unificato Ue alla prova

L’11 dicembre scorso il Parlamento europeo ha approvato il nuovo brevetto europeo, dal 2014 sarà possibile registrare un’invenzione con un solo atto valido in (quasi) tutto il territorio europeo. Il nuovo brevetto avrà una durata di 40 anni, quasi quanti ne sono passati quando nel lontano 1973 se ne sentì parlare per la prima volta con la Convenzione di Monaco (Epc) che stabiliva una procedura unica per il rilascio dei brevetti in Europa e, a tal fine, istituiva l’Ufficio europeo brevetti (Epo).

Una convenzione alla quale aderirono tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Questa volta non è andata proprio allo stesso modo, l’accordo è stato raggiunto con l’approvazione di 25 Stati su 27, Italia e Spagna si sono rifiutate di aderire per una questione linguistica: ritengono che il regime del trilinguismo (inglese, francese e tedesco) sia discriminatorio nei loro confronti.

Eppure, questo passo avanti nella tutela della proprietà intellettuale procurerà un grosse risparmio in termini di tempo e denaro alle imprese europee, facendole recuperare strada nella continua corso con Stati Uniti e Giappone. Una conquista di efficienza che migliorerà la loro competitività e consentirà un risparmio dell’80% rispetto al passato. Stime della Commissione europea mostrano che il nuovo brevetto, a pieno regime, potrebbe arrivare a costare solo 4.725 euro, contro i vecchi 36 mila.

Gli avvocati hanno sempre mostrato di apprezzare molto l’impegno dell’Unione europea in questo campo.

Per Laura Orlando di Simmons & Simmons: «l’impegno dell’Unione europea e anche la cooperazione con altri organismi internazionali quali il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione mondiale della sanità sono un presupposto essenziale per un’efficace azione di contrasto al fenomeno.

Ad esempio, è uscita a fine novembre scorso la notizia che le autorità di Stati Uniti e Unione Europea hanno sequestrato 132 siti web che vendevano merce contraffatta come risultato della prima inchiesta congiunta in questo settore. L’indagine è stata condotta dalla statunitense Immigration and customs enforcement (Ice), con le autorità di Gran Bretagna, Belgio, Danimarca, Francia, Romania e con la polizia europea (Europol)».

Margherita Barié di Carnelutti difende la validità del brevetto europeo: «L’istituzione di una procedura brevettuale unica rende senza dubbio più semplice e fruibile il sistema della tutela brevettuale, anche riducendo i costi e la burocrazia delle relative procedure. Al di là delle polemiche che hanno contraddistinto il percorso di raggiungimento del brevetto, da cui Italia e Spagna hanno subito pesanti esclusioni, è auspicabile un sistema unitario al posto del precedente modello che prevedeva oneri impegnativi, anche in termini di costi e traduzioni».

Secondo Lia Puntieri di Trevisan & Cuonzo bisognerà verificare la validità della giurisdizione specializzata del Tribunale Unico: «L’Unified Patent Court» avrebbe competenza esclusiva sulle controversie in materia di Brevetto Unico Europeo, facendo venire meno quindi la competenza dei tribunali nazionali, forse in alcuni casi maggiormente in grado di valutare l’effettiva gravità della fattispecie contraffattoria e di dare quindi un imput più immediato ed incisivo. Certamente l’adozione di sistemi volti ad agevolare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può che essere vista favorevolmente; siamo anche noi curiosi di vedere se poi questo specifico strumento porterà effettivamente ai risultati auspicati».

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