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Premio di produttività più alto

Diventa operativa anche per il 2014 la tassazione agevolata tramite l’imposta sostitutiva del 10% alle retribuzioni collegate alla produttività dei dipendenti del settore privato.
Vanno subito segnalati alcuni aspetti positivi contenuti nel Dpcm 19 febbraio 2014 pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale: mantenimento dell’importo di 40.000 euro di reddito di lavoro dipendente riferito al 2013 quale limite massimo al fine dell’ammissione all’agevolazione; innalzamento a 3.000 euro (nel 2013 erano 2.500) dell’importo della retribuzione di produttività agevolabile; conferma per il 2014 della modalità di applicazione dell’agevolazione già in uso l’anno scorso.
Il decreto del Presidente del consiglio dei ministri rappresenta una buona notizia sia per i dipendenti che per i sostituti d’imposta in quanto per i primi vi è la conferma che alcune voci retributive, che negli anni precedenti hanno goduto di una tassazione agevolata, continuano ad essere tassate in modo ridotto, mentre per i secondi non vi saranno oneri aggiuntivi conseguenti al cambiamento delle regole, con una prima piccola riduzione di uno dei tanti costi che la legge attuale impone loro di sopportare.
L’agevolazione consiste nell’applicazione di un’imposta, sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, con un’aliquota del 10% in luogo di quella ordinaria (che attualmente è almeno al 23 per cento). Le norme che individuano le voci retributive detassabili nel 2014 sono quelle relative al 2013, già contenute nel Dpcm 22 gennaio 2013, che viene espressamente richiamato dall’articolo 1, comma 4, del nuovo Dpcm.
Tale decreto aveva stabilito che per retribuzione di produttività si intendono le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti collettivi, con espresso riferimento a indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione, o, in alternativa, le voci retributive erogate in esecuzione di contratti che prevedano l’attivazione di almeno una misura in almeno 3 delle seguenti aree di intervento:
a) ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili, anche in rapporto agli investimenti, all’innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati finalizzati a un più efficiente utilizzo delle strutture produttive idoneo a raggiungere gli obiettivi di produttività convenuti mediante una programmazione mensile della quantità e della collocazione oraria della prestazione;
b) introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane;
c) adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori per facilitare l’attivazione di strumenti informatici, indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative;
d) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze anche funzionali a processi di innovazione tecnologica.
È previsto un monitoraggio, entro il 30 giugno 2014, sull’andamento dell’agevolazione, anche al fine dell’eventuale adozione di specifiche proposte e iniziative di revisione. Valgono, quindi, in quanto compatibili, i chiarimenti forniti lo scorso anno dall’agenzia delle Entrate e dal ministero del Lavoro.

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