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Premiato chi investe nel rilancio

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumenti di capitale di 250 mila euro. La moltiplicazione è possibile grazie al «Fondo Patrimonio Pmi», introdotto dal cosiddetto decreto Rilancio (il decreto legge 19 maggio 2020 n.34, convertito con modificazioni nella legge n. 77/2020, art.26 comma 12) che acquista le obbligazioni o titoli di debito emessi da aziende che hanno fatto aumenti di capitale deliberati dopo il 19 maggio 2020. Una quota pari a 112.500 euro può non essere rimborsata se l’impresa raggiunge tutte le premialità previste. È stato firmato, infatti, dal ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, e dal capo del dicastero dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, il decreto attuativo che rende operativa l’agevolazione.

In cosa consiste. Lo strumento, ora operativo, è rivolto alle imprese che decidono di investire sul proprio rilancio. Opera attraverso l’acquisto di obbligazioni o titoli di debito emessi da aziende che hanno effettuato un aumento di capitale pari ad almeno 250 mila euro. Promosso dal ministero dell’economia, il fondo ha una dotazione di 4 miliardi di euro. L’acquisto dei titoli deve avvenire entro il termine del 31 dicembre 2020. Il Fondo è destinato alle società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata (anche semplificata), società cooperative, società europee e società cooperative europee aventi sede legale in Italia. Sono escluse le società o cooperative che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo. Non è prevista una valutazione del merito creditizio. Le società devono avere un ammontare di ricavi nell’esercizio 2019 tra i 10 e i 50 milioni di euro e meno di 250 dipendenti. Devono aver subito, a causa della pandemia da Covid-19, una riduzione complessiva dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Devono aver deliberato ed eseguito, dopo il 19 maggio 2020, un aumento di capitale a pagamento pari ad almeno 250 mila euro. Non devono risultare, al 31 dicembre 2019, come imprese in difficoltà ai sensi della normativa comunitaria. Se ricorrono le condizioni, il Fondo Patrimonio Pmi interviene acquistando obbligazioni o altri titoli di debito di nuova emissione con le seguenti caratteristiche: il rimborso avviene al termine del sesto anno dalla sottoscrizione. Il valore nominale del singolo titolo o obbligazione è non inferiore a 10 mila euro. Il tasso agevolato è 1,75% per il primo anno, 2% per il secondo e terzo anno e 2,50% per i restanti tre anni. Si tratta di un tasso nominale annuale (base 365 giorni). Gli interessi maturano e sono corrisposti con periodicità annuale. Gli interessi, tuttavia, su richiesta specifica, possono essere capitalizzati e corrisposti in un’unica soluzione alla scadenza. L’ammontare massimo dei titoli sottoscritti è commisurato al minore tra tre volte l’ammontare dell’aumento del capitale eseguito e il 12,5% del fatturato 2019.

I vincoli del quadro temporaneo. Il sostegno finanziario è stato autorizzato dalla Commissione europea nell’ambito del «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19». Ne consegue che per le società che hanno ottenuto ulteriori aiuti in termini di garanzie o di tassi di interesse nell’ambito del citato regime comunitario, la somma degli importi garantiti, dei prestiti agevolati e dell’ammontare degli strumenti finanziari sottoscritti non potrà superare il maggior valore tra il 25% del fatturato 2019, il doppio dei costi del personale del 2019 e il fabbisogno di liquidità della società per i diciotto mesi successivi alla concessione dell’aiuto. Il finanziamento ricevuto deve essere destinato a costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia. In nessun caso potrà essere utilizzato per il pagamento di debiti pregressi.

La premialità. È prevista una premialità se la società raggiunge uno o più dei seguenti obiettivi: il mantenimento dell’occupazione che era in forza alla data del 31 dicembre 2019 presso stabilimenti produttivi italiani fino al rimborso del finanziamento, oppure il progetto prevede investimenti per la tutela ambientale come riduzione consumi, emissioni o riqualificazione energetica di edifici per un importo non inferiore al 30% del valore dei titoli sottoscritti ed effettuati entro la data di rimborso. Altro obiettivo premiante riguarda la realizzazione di investimenti in tecnologie abilitanti dell’industria 4.0 per un importo non inferiore al 30% del valore dei titoli sottoscritti ed effettuati entro la data di rimborso. Per ognuno degli obiettivi raggiunti viene riconosciuta una riduzione del 5% del valore di rimborso. L’aiuto corrispondente sarà concesso in regime «de minimis». Per richiedere il finanziamento del Fondo Patrimonio Pmi è necessario che l’impresa si iscriva ai servizi telematici di Invitalia, indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario. Una volta registrata deve accedere al sito riservato per compilare la domanda online e scaricare la documentazione da allegare. Per concludere la presentazione della domanda, l’impresa deve avere una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) del legale rappresentante della società. Al termine della procedura verrà assegnato un protocollo elettronico.

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