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Premi, sconto in continuo calo

Incentivi leggeri dalla decontribuzione per l’anno 2014. Ad esempio, sui mille euro di premio produzione liquidati al lavoratore con 20 mila euro di retribuzione annua, il datore di lavoro fruirà di uno sgravio contributivo di 80 euro. Per la stessa situazione, nell’anno 2013 il datore di lavoro ha fruito di uno sgravio di 112,50 euro e nell’anno 2011 di 130 euro: in quattro anni, dunque, l’incentivo si è ridotto di 50 euro. Stessa situazione per il lavoratore: per il premio di mille euro che ha intascato per l’anno 2014 troverà in busta paga una rimborso contributivo di 30 euro: nel 2013, per la stessa situazione, ne trovò 43 (meno 13 euro) e 49 euro nel 2011 (meno 19 euro).

Versione «light» per il 2014. A dare il via libera all’incentivo per l’anno 2014, da fruire nel corso di quest’anno, è stato il dm 8 aprile pubblicato sulla G.U. n. 123 del 29 maggio scorso (si veda ItaliaOggi del 30 maggio). Il provvedimento ha stanziato le risorse pubbliche, ridotte rispetto al passato, pari a 391 milioni di euro e fissato all’1,6% della retribuzione contrattuale del lavoratore il limite fino al quale si può applicare lo sgravio contributivo sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.

Un calo continuo. L’agevolazione ha una sua «misura massima» fissata ogni anno dal decreto ministeriale che ne autorizza il via libera. La misura massima, in particolare, viene stabilita indirettamente dalla fissazione di quel limite della quota di premio sgravabile, data dall’aliquota percentuale della retribuzione contrattuale del lavoratore: se l’erogazione di secondo livello supera tale limite, è questo limite a rappresentare la base di calcolo dell’agevolazione; se l’erogazione di secondo livello non supera tale limite, invece, è su tutta l’erogazione che si potrà applicare l’incentivo (lo sgravio contributivo). Per l’anno 2014, tale quota di premio agevolabile è stata fissata pari all’1,6%, come detto: vuol dire che, a esempio, per il lavoratore che ha una retribuzione annua contrattuale di 15mila euro, la quota di premio di produttività agevolabile può essere di 240 euro al massimo (cioè l’1,6% di 15mila euro): se il premio è di 1.000 euro, allora, lo sgravio contributivo si potrà applicare per il massimo di 240 euro; se il premio è di 200 euro, invece, si applicherà su tutti i 200 euro.

Nella tabella in pagina è indicato l’andamento di tale limite dall’anno 2010 al 2014 e si nota la sua continua decrescita: dal 2,5% del 2010, salito al 2,6% per l’anno 2011, infatti, per il resto degli anni è in continua discesa fino all’ultimo valore, valido per l’anno 2014, come detto pari a 1,6%. La riduzione è stata di ben 0,65 punti percentuali rispetto all’anno scorso e di 1 punto percentuale rispetto all’anno 2011.

Nella tabella, inoltre, sono indicati gli importi delle agevolazioni spettanti ai datori di lavoro negli anni considerando l’erogazione di un premio di produzione di 1.000 euro. Lo sgravio è pari al 25% dei contributi Inps per il datore di lavoro e del 100% per i lavoratori. Il lavoratore con una retribuzione di 20 mila euro, ad esempio, riceverà 30 euro di decontribuzione: 20 euro in meno rispetto all’anno 2011, a parità di premio e retribuzione. L’azienda invece fruirà di uno sgravio di 80 euro: 50 euro in meno rispetto all’anno 2011, a parità di retribuzione del lavoratore e di premio erogato.

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