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Premi e contributi Inail: taglio oltre quota 14%

La riduzione dei premi e contributi Inail a favore delle imprese virtuose, inserita nel comma 128 della legge di stabilità per il 2014 (legge 147/13) troverà attuazione per decreto dal prossimo 16 maggio. Al taglio di 1 miliardo per il 2014 farà seguito un’ulteriore sforbiciata di 1,1 miliardi per il 2015 e di 1,2 miliardi dal 2016. La riduzione dei premi – stimata inizialmente sull’ordine del 14%, ma a quanto risulta leggermente più ampia – sarà seguita dall’aggiornamento di tariffe e contributi versati da imprese e datori di lavoro.
I tagli – si legge nel commma 128 – saranno effettuati «tenendo conto dell’andamento infortunistico aziendale», ossia – si ritiene – della cosiddetta “oscillazione (automatica) per andamento infortunistico”, tipica della tariffa e facilmente individuabile per i premi assicurativi a carico delle imprese con dipendenti, ma di più complesso calcolo per i contributi agricoli e per le imprese che pagano premio speciale unitario. Per le imprese attive da non oltre un biennio (a cui non è applicabile l’oscillazione automatica, il cui periodo di osservazione è triennale) sarà lo stesso decreto a definire le modalità di applicazione della riduzione.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha anticipato che il taglio di premi e contributi non sarà a pioggia. «Chi non paga i contributi o ha una sinistrosità esagerata – ha dichiarato Poletti – non lo premiamo: abbiamo messo dei criteri per la riduzione».
Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, per dare concretezza alle indicazioni dell’esecutivo il lavoro che l’Inail ha effettuato, contenuto in una determina presidenziale inviata al ministero del Lavoro, riguarda soprattutto l’individuazione e le modalità d’applicazione dell’indice di rischio da applicare alle aziende con dipendenti (che pagano il premio ordinario) e alle imprese che pagano il premio speciale unitario (artigiani autonomi, cooperative di facchinaggio, pescatori autonomi ecc.) ovvero contributi, come nel caso delle imprese agricole. In quest’ultimo caso, l’ostacolo maggiore che l’Istituto dovrà superare sarà quello di individuare al proprio interno un indice infortunistico rispetto a cui potrà essere parametrata la rischiosità delle singole realtà aziendali.
Già nella legge di stabilità, peraltro, sono state escluse a monte dalle riduzioni i premi pagati per casalinghe, lavoratori domestici e familiari, lavoro accessorio e apprendisti artigiani.
Si ricorda, infine, che per venire incontro alle perplessità dell’ente sulle possibili ricadute a livello di bilancio della riduzione dei premi e contributi la legge di stabilità ha riconosciuto all’Inail da parte del bilancio dello Stato un trasferimento pari a 500 milioni per il 2014, 600 milioni per il 2015 e 700 milioni dal 2016. Sempre nel comma 128 è previsto che dal 2016 l’Istituto dovrebbe valutare la sostenibilità economica, finanziaria e attuariale dei provvedimenti, ma nulla esclude che questa verifica possa avvenire anche prima.

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