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Premi ai funzionari che si impegnano di più sul Recovery Plan

Dopo il decreto Semplificazioni, adesso tocca alle norme sul reclutamento. In settimana il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta presenterà prima ai sindacati e poi in Consiglio dei ministri il decreto con le norme sulle assunzioni degli esperti per l’attuazione del Pnrr, ma anche per il miglior funzionamento dei concorsi, la digitalizzazione e l’organizzazione degli uffici pubblici.Un piano di norme che include anche lo sblocco del salario accessorio, da lungo tempo chiesto dai sindacati, al fine di costruire un sistema di “premialità a fasce” che permetta di riconoscere i meriti dei dipendenti che collaborano alla realizzazione degli obiettivi fissati dalle amministrazioni. E a proposito di obiettivi, arriva un ulteriore elemento di semplificazione: i vari “piani” che i dirigenti devono redigere periodicamente sull’organizzazione, le performance, lo smart working, la transizione digitale, diventeranno un “Piano unico”.Le norme sul reclutamento riguardano in primo luogo gli esperti del Pnrr, che verranno assunti con contratti triennali per la redazione e la contabil izzazione dei progetti: i 350 già individuati dal ministero dell’Economia, le altre centinaia che verranno richiesti dagli altri ministeri, ma poi ci saranno anche le procedure per le amministrazioni locali. Tutti i concorsi, nazionali, locali, per assunzioni triennali o a tempo determinato, saranno visibili in un unico portale del reclutamento, dove potranno anche essere inseriti gli “alti profili” che verranno individuati attraverso la collaborazione con gli ordini professionali e le università. Qualcuno ha parlato di un meccanismo simile a quello di Linkedin, ma in realtà fonti vicine al dossier assicurano che non si tratterà in nessun caso di assunzioni dirette: ci sarà sempre una procedura comparativa che includerà almeno una prova orale.I dubbi dei sindacati però permangono: «Prima di assumere con contratti a termine dall’esterno, bisognerebbe fare un’analisi delle professionalità che già ci sono all’interno della pubblica amministrazione », obietta Marco Carlomagno, segretario generale FLP. «I meccanismi di reclutamento non possono essere ridotti a un banale colloquio ammonisce Florindo Oliverio, segretario nazionale FP Cgil – sulla base di indicazioni e segnalazioni che arrivano da ordini e università.».L’incontro con Brunetta sarà anche l’occasione per discutere delle norme sulla semplificazione e sulla transizione digitale. C’è in particolare una norma del decreto che ha sollevato molte perplessità: l’articolo 42 prevede sanzioni molto salate, da 10 mila a 100 mila euro, per i dipendenti della Pa che non forniscono dati, documenti e informazioni nell’ambito delle procedure per la transizione digitale. Questo tipo di violazioni possono anche fare scattare per i dirigenti processi disciplinari, che nei casi più gravi potrebbero anche portare al licenziamento. Prevista anche la sostituzione del dirigente con un commissario ad acta. «Non so se questo è lo spirito giusto con cui accostarsi alla digitalizzazione – osserva Tiziana Cignarelli, segretaria generale Flepar e Codirp anche se riconosco che il problema della resistenza al cambiamento esiste. Ma come verranno individuate queste violazioni?». Il controllo e le sanzioni infatti sono affidate all’AgID, l’Agenzia per la digitalizzazione, che non dispone di personale ispettivo. «Il problema è che bisogna evitare che si ripetano situazioni come quella dello switch off digitale, fissato per il 28 febbraio di quest’anno, termine osservato solo da un terzo delle amministrazioni. Anche se un meccanismo premiale è meglio di uno punitivo», riflette Gianni Dominici, direttore generale Forum PA.

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