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Premafin, sì Antitrust all’aumento

MILANO — Sì alla delibera di Premafin sulla ricapitalizzazione e ai negoziati sui concambi, no alla sottoscrizione degli aumenti e alla condivisione del piano industriale. L’Antitrust ha chiarito ieri che il piano di aggregazione Unipol-Fonsai può andare avanti nelle attività e iniziative che, anche se funzionali, non provocano effetti «irreversibili» per la concorrenza. Ha quindi delimitato la sospensione disposta il 26 aprile con l’avvio dell’istruttoria sulla concentrazione, pur sottolineando com’è logico che non si tratta di un giudizio sul progetto: «Resta fermo che la valutazione nel merito dell’operazione rimane salva e impregiudicata».
Il collegio dell’authority presieduta da Giovanni Pitruzzella ha dunque accolto le modalità di esecuzione della sospensione indicate dalle società coinvolte (Unipol, Premafin e Fonsai) ritenendole «coerenti» con la delibera di stop, e ha preso atto degli impegni presi dal gruppo bolognese e Mediobanca e resi noti mercoledì dai rispettivi numeri uno Carlo Cimbri e Alberto Nagel dopo gli incontri con l’Antitrust: il nuovo polo assicurativo rispetterà le soglie di concentrazione attraverso cessioni di uno o più brand e verrà sciolto ogni legame azionario con Piazzetta Cuccia.
In particolare si potrà svolgere l’assemblea di Premafin convocata per il 17-21 maggio che deve deliberare sull’aumento di capitale riservato a Unipol e potranno essere sottoscritti gli accordi di ristrutturazione del debito con le banche creditrici in attuazione del piano di risanamento della holding dei Ligresti. Anche per questo motivo gli istituti ieri, dopo due call conference, la prima in mattinata, la seconda dopo le comunicazioni da parte dell’Authority, hanno ritenuto che al momento non costituisce un tema sul tavolo quanto contenuto nella lettera di Premafin, che ha chiesto alle banche, per garantire la continuità aziendale, di considerare anche offerte di terzi in caso di stop all’operazione con Unipol.
Il piano di aggregazione in effetti non si ferma. Le società coinvolte potranno proseguire il negoziato sui valori economici della fusione, cioè sui concambi, e predisporre le bozze dei prospetti informativi ai fini degli aumenti di capitale già deliberati di Unipol (il cui consiglio ha ricevuto la relativa delega) e Fonsai: quest’ultima operazione non «pone problemi» sotto il profilo della fusione perché è stata disposta dall’Isvap e non è riservata, di conseguenza non viene compresa fra gli atti «irreversibili».
Sono invece sospese le fasi di sottoscrizione degli aumenti di Unipol e Premafin, l’approvazione del progetto di fusione, e ogni attività che riguarda la condivisione del piano industriale congiunto. Le società adotteranno di conseguenza procedure che prevedano un «sistema rafforzato di segregazione delle informazioni», con modalità che devono comunicare all’Antitrust entro cinque giorni.

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