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Premafin, il 20% del capitale tra Bahamas, Panama e Vaduz

di Sergio Bocconi

MILANO — Dopo The Heritage Trust delle Bahamas, compare un nuovo socio off shore della Premafin di Salvatore Ligresti: si tratta di The Ever Green Security Trust, con sede a Panama, che detiene il 7,85% dal 31 dicembre scorso. La partecipazione è stata ancora una volta «scovata» dalla Consob che ha imposto una comunicazione al mercato precedente a quella formale. Peraltro, di nuovo fuori tempo di almeno un anno. Una successiva nota illustrerà la distribuzione delle azioni fra le società controllate dal trust.
Le sorprese sull'azionariato arrivano in un momento di difficoltà dell'Ingegnere. Ieri Premafin ha affidato alla Leonardo di Gerardo Braggiotti (advisor anche della holding di famiglia Sinergia) un mandato di assistenza su debito e assetto di Fonsai (che in Borsa ha perso il 6%). Quest'ultima il 21 dovrà decidere interventi per risollevare il margine di solvibilità caduto al 111% a fine settembre con la consulenza di Goldman, che starebbe esplorando l'opzione aumento di capitale.
Sull'azionariato si è ripetuto dunque il copione che una settimana fa ha portato alla luce, dopo indagini dell'autorità guidata da Giuseppe Vegas, il socio The Heritage Trust che detiene il 12,15% di Premafin attraverso una rete di 12 società, fra le quali sei anstalt, forzieri collocati in Liechtenstein. In sostanza, oltre il 20% del capitale della holding quotata dei Ligresti fa capo a società off shore che per di più si sono ben guardate dall'adempiere agli obblighi di comunicazione alla Consob sul possesso delle partecipazioni. Un pacchetto di grande rilevanza che fa del gruppo Ligresti un «caso» peculiare nel panorama italiano: per ritrovare negli assetti di controllo una percentuale così ampia riferibile in modo non passeggero a una serie di «scatole» anonime occorre risalire ai tempi dell'Ambrosiano di Roberto Calvi. Paragone solo storico senza alcuna assimilazione fra situazioni non comparabili fra loro.
L'interrogativo è: a chi è riconducibile la ragnatela di quote? Agli stessi Ligresti? Giancarlo De Filippo, trustee di The Heritage Trust, legato alla famiglia da rapporti di affari, nei giorni scorsi ha detto a Mf di conoscere l'Ingegnere da 20 anni ma ha negato legami tra i Ligresti e i beneficiari del trust, indicati invece come enti non profit fra cui centri di ricerca in campo medico. Ha anche ammesso che una parte del 12,15% proviene dal 9% custodito fiduciariamente dal Crédit Agricole Suisse dal 1999 e sceso al 2,5% a fine 2010.
A parte che non è semplice capire perché enti non profit investano in una società che, quotata nel 1999, ha distribuito da allora dividendi quattro volte (dal 2005 al 2008), l'omessa comunicazione alla Consob, che ha rintracciato i trust partendo proprio dalla quota Agricole Suisse, non favorisce certo la trasparenza. A ciò poi va aggiunto che ormai sul mercato di azioni Premafin ne restano ben poche: il 30% è in mano ai fratelli Ligresti, il 20% è della holding di famiglia Sinergia (in pegno), il 6,6% circa sono azioni proprie, il 5% è di Vincent Bolloré, il 2,5% resta all'Agricole Suisse, in totale l'85% della capogruppo che controlla Fonsai è «fuori mercato».
 

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