Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Premafin convoca il consiglio sul via libera definitivo a Unipol

Oggi il Cda di Premafin si riunisce per dare l’ultimo “si” all’ingresso di Unipol nel proprio capitale. Il consiglio è stato convocato per disciplinare l’esecuzione dell’aumento di capitale da 400 milioni riservato alla compagnia emiliana la quale, così facendo, fornirà alla holding le risorse necessarie per prendere parte a sua volta all’aumento di capitale della controllata Fonsai (per 1,1 milioni), attualmente in corso.
Per la verità il passaggio in consiglio avrebbe potuto essere evitato poichè il presidente Giulia Ligresti aveva in mano deleghe di firma sufficienti per procedere direttamente all’esecuzione dell’operazione. Perchè allora un nuovo Cda? Ieri circolavano due interpretazioni. Secondo la prima, i Ligresti potrebbero tentare un’ultima sortita per sottrarsi all’abbraccio con Bologna chiedendo una proroga del termine (il 20 luglio) fissato da Unipol e banche creditrici per chiudere l’intera operazione. E motivare la richiesta di rinvio con la volontà di non mettersi in rotta di collisione con il custode giudiziale dei trust offshore di Premafin (dove è custodito il 20% di Premafin). Quest’ultimo ha chiesto una nuova assemblea dei soci – si svolgerà il 23 agosto – per rimettere in discussione l’alleanza con Unipol, considerandola non conveniente per la società. Ma perchè svolgerla se, a quella data, i giochi saranno già stati fatti e il gonfalone bolognese sventolerà sul ponte di comando della holding? Il fatto è che una strada alternativa non sembra praticabile. Il treno dell’aumento di capitale Fonsai è già partito e se Premafin non salterà in fretta nei vagoni (con i denari apportati da Unipol) il suo futuro è segnato. Oltre a penali di ogni tipo, dovrà portare i libri in tribunale per il venir meno del suo unico asset (la quota di controllo del gruppo assicurativo).
Ecco allora che il significato della riunione odierna del Cda potrebbe essere diverso. Quello di trasferire su altre mani – quelle del direttore generale Andrea Novarese – il potere di firma per l’esecuzione dell’aumento di capitale targato Unipol. In questo modo il Presidente Giulia Ligresti non ne darebbe formalmente l’avallo e sarebbe più libera di giocare, successivamente, le partita sul diritto di recesso (nell’ambito della fusione finale a quattro tra Premafin, Fonsai, Unipol assicurazione e Milano Assicurazioni) cui la famiglia non ha rinunciato. Una conferma indiretta viene dalla decisione, formalizzata proprio ieri da Paolo Ligresti, di preannunciare «l’esercizio del diritto di recesso in sede di fusione». Ligresti, che attraverso la finanziaria Limbo controlla direttamente il 10,46% di Premafin, lamenta che non sia stato dato seguito alla sua richiesta di convocazione dell’assemblea per rimuovere il Cda criticato per non «adoperarsi in alcun modo per reperire soluzioni di investimento migliorative rispetto a quella di Unipol». Lo stesso Ligresti minaccia azioni «in ogni sede opportuna e con tutte le modalità previste dalla legge» se Bologna darà seguito al suo aumento di capitale .
Ieri, intanto, l’andamento delle contrattazioni di Borsa dei titoli coinvolti negli aumenti di capitale (Fonsai ed Unipol) ha fatto segnare un’inversione di tendenza, con le azioni ordinarie di Fonsai in ritirata del 44% (a 2,7 euro) dopo le impennate dei giorni scorsi. In questo modo si è ridotto il gap tra le quotazioni attuali e quelle dei nuovi titoli implicite nel prezzo del diritto (1,03 euro). Più lieve, invece è stata la discesa delle azioni di risparmio (-3,77% a 35,1 euro). Ma in questo caso una precisazione è d’obbligo. Le “vecchie” azioni di risparmio non sono del tutto fungibili con quelle di prossima emissione, mantenendo diritti patrimoniali che i nuovi titoli non avranno. Pertanto il confronto con il valore del relativo diritto non è significativo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa