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Premafin, banche verso l’accordo

di Sergio Bocconi

MILANO — Deciso passo avanti verso l'accordo fra Premafin e banche creditrici sulla ristrutturazione del debito da 368 milioni. Per l'intesa definitiva mancherebbero da sciogliere alcuni nodi tecnici, ma nei prossimi due-tre giorni Unicredit, in veste di banca agente, manderà la lettera di accordo agli istituti che a loro volta la restituiranno firmata. La holding potrà così portare l'intesa (che garantisce continuità aziendale) nel Consiglio del 15 marzo sulla proposta di bilancio da presentare in assemblea.
La bozza attuale di intesa con le banche, che conserveranno il pegno sul 35% di Fonsai detenuto da Premafin, prevede un riscadenzamento di circa 218 milioni di debito al 2018 con ammortamento in tre quote a partire dal 2016, mentre per gli altri 150 milioni si procederà a un prestito convertendo a tre anni con una formula che garantisce le banche da minusvalenze. Nel caso invece non si pervenisse alla fusione a quattro prevista nel progetto Unipol (Premafin, Fonsai, Milano e Unipol assicurazioni) il riscadenzamento sarebbe al 2020.
Nel corso delle varie riunioni che si sono svolte con Leonardo & Co e fra le sole banche, un istituto avrebbe sollevato l'interrogativo sulla possibilità di esaminare proposte alternative. La risposta dei legali avrebbe in sostanza ripreso quanto comunicato da Unicredit con lettera nei giorni scorsi: chi ha la responsabilità di negoziare tutta la posizione è il Consiglio di Premafin, esame che tuttavia è bloccato dalle clausole di esclusiva con Unipol.
E sempre ieri in mattinata si sono svolti altri vertici. In una delle sedi del gruppo Ligresti si sono riuniti vari componenti della famiglia con il consulente di Premafin Maurizio Dallocchio e l'amministratore delegato di Fonsai Emanuele Erbetta. Paolo Ligresti, all'ingresso, ha risposto così ai cronisti che lo interpellavano sulla «compattezza» familiare: «Non mi faccia parlare, soprattutto in questo momento».
Si è quindi riunito di nuovo il tavolo tecnico tra i vertici di Fonsai e quelli di Unipol. Temi centrali dell'incontro sono stati il piano industriale congiunto cui si sta lavorando in vista dell'integrazione e la due diligence reciproca finalizzata anche ai concambi: il lavoro sui dati è proseguito anche nel weekend e, secondo fonti vicine all'operazione, ci sarebbe stata un'accelerazione con l'obiettivo di portare ai consigli di Fonsai e Unipol, in calendario il 15, una possibile forchetta dei concambi. Traguardo che tuttavia, data la complessità del dossier, potrebbe anche essere raggiunto in ritardo di qualche giorno senza creare particolari problemi. Per quanto riguarda invece il business plan, viene sottolineato che si vuole arrivare a metà aprile con il piano industriale integrato del nuovo polo assicurativo Fonsai-Unipol. Il progetto va dunque avanti secondo i piani originali (non è stata presentata all'Isvap alcuna variante). Piani ai quali guarda anche l'authority europea del settore assicurativo, che ha chiesto informazioni alle nostre autorità perché preoccupata del degrado patrimoniale di una compagnia di importanza sistemica per il settore italiano.
 

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