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Premafin al voto su Unipol, UniCredit invita a chiudere

L’offerta di Unipol per l’integrazione con Fonsai arriva sul tavolo del consiglio di amministrazione di Premafin, la holding di controllo della famiglia Ligresti: un Cda che si prennuncia dunque decisivo per la realizzazione del matrimonio.
Mercoledì scorso il cda di Unipol, guidato dall’ad Carlo Cimbri, ha accettato la proposta di concambi arrivata da Fonsai e accolto la struttura: con i bolognesi al 61%, Fonsai al 24,745%, Milano al 10,7% e Premafin allo 0,85. Il via libera di Unipol riguarda tuttavia le sole azioni ordinarie e non quelle votanti, il che nel caso di Fonsai porta il valore del concambio sopra il 62 per cento. Unipol ha messo sul piatto anche altri paletti che saranno vagliati dai Cda Fonsai e Milano di lunedì e da quello Premafin di oggi: in primo luogo é stata respinta l’idea di un’attribuzione agli azionisti Fonsai delle plusvalenze immobiliari future della stessa compagnia, in secondo luogo, Ugf ha proposto un’opzione put&call per cinque anni per limitare gli effetti negativi della partecipazione in Unipol Banca nei conti del nuovo agglomerato; in terzo luogo, Unipol ha escluso la fusione in Fonsai delle controllate Finadin, Sai Holding e Fonsai Nl come invece era stato proposto dalla stessa Fondiaria. Infine, come da proposta Consob, viene chiesto ai Ligresti di rinunciare al diritto di recesso e di far decadere gli impegni di manleva assunti in precedenza da Ugf verso gli amministratori e i sindaci di Premafin e delle società da questa controllate. Resta da capire se la nuova versione della fusione troverà o meno consensi oggi nel cda della holding dei Ligresti e lunedì nei consigli di Fonsai e Milano Assicurazioni: non mancano gli operatori che esprimono dubbi sulla volontà di accettare le nuove condizioni del gruppo emiliano.
Di sicuro il tempo per il salvataggio sembra in scadenza. Il termine dell’11 giugno è stato indicato da Unipol per l’accettazione da parte della famiglia Ligresti dell’ultima proposta sull’aggregazione. Anche il mondo bancario è in attesa. L’Ad di UniCredit, Federico Ghizzoni, riferendosi alla quota Fonsai di Premafin data in pegno alle banche creditrici, ha spiegato che «se sarà il caso, escuteremo la quota in pegno, poiché non possiamo aspettare in eterno». E così pure le Authority attendono l’esito dei Cda di questi giorni. Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust, ha spiegato di «aver inviato all’Isvap, che ci dovrà dare il suo parere, le carte relative all’operazione nelle quali c’è un apprezzamento complessivo, non sui singoli punti, per gli impegni presentati dalle parti dopo il nostro intervento». Senza dimenticare gli altri potenziali acquirenti alternativi a Unipol, cioè Sator e Palladio, che stanno a guardare, pronti a formulare una nuova proposta nel caso l’operazione naufragasse.Uno dei nodi sarà la valutazione, sulle nuove condizioni proposte da Unipol, dei membri indipendenti dei Cda Fonsai, il cui voto secondo quanto disposto dalla Consob è vincolante per il via libera alla fusione. Il pallino passa ai tre “indipendenti Salvatore Bragantini, Salvatore Militello e Roberto Cappelli. Il primo si è già espresso in modo negativo sul piano precedente, facendo mettere a verbale le ragioni del suo dissenso. Per l’esito finale saranno dunque fondamentali i voti degli altri due consiglieri indipendenti: una scelta difficile, perché una bocciatura del piano potrebbe aprire la strada a un commissariamento della compagnia milanese.

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