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Prelios stringe sulla nuova governance

Dopo le riunioni dello scorso fine settimana stanno proseguendo, in questi giorni, gli incontri e le discussioni per definire il riassetto di Prelios. Anche ieri, secondo le indiscrezioni, ci sarebbero state delle conference call fra rappresentanti di Camfin e le banche finanziatrici di Prelios.
L’obiettivo è arrivare a definire, in modo veloce e nei particolari, la nuova governance societaria che, in linea di massima, era già stata studiata nelle scorse settimane. Nella nuova Prelios, secondo i rumors, continuerà infatti a comandare il patto di sindacato attuale che è stato rinnovato nel marzo scorso: fra Camfin, Assicurazioni Generali, Edizione, Intesa Sanpaolo, Massimo Moratti e Mediobanca che riunisce il 21,3% delle azioni del gruppo immobiliare. Tuttavia nell’intesa entrerà come nuovo soggetto investitore Feidos 11, la newco dove il 60 per cento del capitale farà capo al manager Massimo Caputi (che l’altro ieri è stato coinvolto nell’inchiesta del Fisco sulla cessione di Valentino da parte dei Marzotto) e il restante 40 per cento ad altri soci istituzionali e industriali.
La struttura finanziaria dell’offerta resterebbe più o meno immutata rispetto a quanto trapelato nelle scorse settimane. Il piano prevederebbe infatti l’ingresso di Feidos 11 con un aumento di capitale di 135 milioni di euro, di cui circa 25 milioni tramite un intervento cash da parte della stessa Feidos 11 e altrettanti riservati agli attuali azionisti aderenti al patto di sindacato. I restanti 85 milioni sarebbero offerti in opzione al mercato e saranno garantiti dagli attuali finanziatori della società (in prima linea Intesa Sanpaolo e UniCredit), attraverso una conversione di parte del debito e un’iniezione cash. L’offerta si basa anche su una revisione del debito corporate, che oggi ammonta a 550 milioni di euro di linee di credito. L’obiettivo è arrivare a un debito “senior” di circa 250 milioni di euro. Altrettanto importante sarà il nuovo piano industriale. L’obiettivo sarebbe trasformare l’immobiliare della Bicocca in un polo europeo di servizi immobiliari. Il rilancio del gruppo passerà quindi dalla riorganizzazione delle attività. Le società a valle delle holding quotata restano redditizie e riescono a mandare un buon flusso di cassa alla controllante. In particolare, la gallina dalle uova d’oro resta la Sgr di Prelios, cioè la società di gestione dei fondi. Qualche mese fa la Sgr ha ottenuto l’autorizzazione di Banca d’Italia al lancio di nuovi fondi, dopo il blocco voluto da via Nazionale lo scorso anno per il riscontro di irregolarità. Uno dei nodi resta anche la dismissione delle attività in Germania, che sono state fonte di pesanti svalutazioni in bilancio. Per questi ultimi asset è ancora in corso un processo separato di vendita .

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