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Prelios, sprint finale: banche in campo

Le banche prendono in esame i piani di riassetto di Prelios da presentare, presumibilmente, entro il prossimo 17 settembre. In questi giorni si sono infatti tenuti incontri e conference call tra i principali istituti di credito coinvolti (Intesa e Unicredit) e gli advisor dei potenziali compratori di Prelios, cioè la cordata di Massimo Caputi e Fortress.
L’obiettivo è arrivare a definire delle offerte vincolanti entro la data del 17 settembre o nei giorni immediatamente successivi. Di seguito sarebbe infatti previsto un consiglio di amministrazione di Prelios: forse il 19, anche se non risulterebbe ancora convocato.
Le nuove discussioni si protraggono dopo il summit dello scorso 5 settembre, dove erano presenti tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: istituti finanziatori, Pirelli, i manager di Prelios e della controllante Camfin, quelli di Gpi, piu i potenziali compratori con la cordata Feidos di Massimo Caputi e il gruppo statunitense Fortress.
Un ruolo di rilievo sull’operazione se lo starebbe ritagliando progressivamente Intesa Sanpaolo, che è a capo del club deal bancario dei finanziatori. I colloqui sarebbero proseguiti tra i responsabili dell’istituto e gli advisor coinvolti. Sull’operazione stanno infatti lavorando gli uomini di Leonardo & Co e i legali di Gianni Origoni Grippo per conto della Feidos di Caputi e i banker di Mediobanca come consulenti dell’americana Fortress. L’impressione è che qualsiasi piano su Prelios non potrà che passare dal via libera finale degli istituti: con un esito che, almeno al momento, è difficile da prevedere vista la complessità delle trattative. Le banche, secondo quanto riferito in ambienti finanziari, sarebbero pronte a dare il loro beneplacito solo a un potenziale nuovo socio, capace di garantire quella nuova finanza necessaria per la continuità aziendale di Prelios.
E qui sta il vero dilemma. Con le offerte vincolanti del prossimo 17 settembre i potenziali nuovi acquirenti dovranno mettere nero su bianco la cifra del loro sforzo economico.
La cordata che fa capo all’imprenditore Massimo Caputi, che è stato uno dei fondatori di Idea Fimit, avrebbe ottenuto l’appoggio di Roberto Haggiag, uomo d’affari molto vicino a Marco Tronchetti Provera e azionista e consigliere di Camfin. L’impegno della cordata dovrebbe essere di 150 milioni di euro cash. Insomma, risorse molto importanti e non facili da raccogliere.
E, dall’altra parte, gli americani di Fortress avrebbero presentato un piano che prevede una bassa iniezione di capitali (circa una cinquantina) assieme al conferimento di asset: cioè di Italfondiario, per la quale il gruppo Usa è da tempo alla ricerca di un compratore, e di Torre Sgr. Insomma, la situazione resta molto complessa e le banche potrebbero essere disposte a fare qualche sacrificio a fronte di una veloce iniezione di capitali sulla società che è appesantita da un indebitamento di circa 350 milioni di euro.

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